Il contributo si prefigge di stimolare alcune riflessioni critiche sull’applicazione agli atlanti tradizionali tecnologie di cartografia interattiva distribuite sul Web. Come è noto, gli atlanti sono da sempre stati un mezzo per raccontare delle storie (geografiche, economiche, sociali, ecc.). Lo scenario di tale supporto, ovvero il modo in cui sono presentate le storie (le varie carte tematiche che compongono l’opera), è un fattore di grande importanza. Non lo è da meno la sequenza delle carte e l’enfasi che si desidera dare a determinati territori o temi, quest’ultima resa dalla copertura e/o scala delle carte relative ad una determinata area. Le tecnologie che hanno permesso la realizzazione e la distribuzione di cartografia interattiva attraverso il Web sono una diretta conseguenza dell’applicazione di alcune funzionalità dei Sistemi Informativi Geografici alla rete, nella fattispecie, al suo più famoso servizio: il World Wide Web. Le tecnologie Webmapping lasciano all’utente la scelta dell’enfasi su uno o più territori, a volte l’onere di confezionarsi la cartografia tematica on line mediante query mirate ad un database remoto. V’è di più: tali supporti digitali svincolano l’utente da qualsiasi sequenza di consultazione, così come l’ipertesto ha permesso la lettura a blocchi di un testo sostituendosi alla tradizionale lettura sequenziale. Lo spunto per le riflessioni è stato fornito dal sito Web di cartografia interattiva realizzato presso GISLab (Dipartimento di Studi umanistici – Università di Trieste). Il sito (denominato: “Cartografia dei ritrovamenti monetali di età romana in Friuli Venezia Giulia”), può essere consultato sul Web all’URL: http://disugis.units.it/Numismatica/Localita/index.html. Esso propone una georeferenziazione non puntuale, ma certo assai prossima alla realtà (per motivi legislativi), dei "Ritrovamenti monetali di età romana nel Friuli Venezia Giulia" (ricerca edita con questo stesso titolo a cura di B. Callegher, EUT, Trieste, 2010). La monografia propone una ricognizione/censimento/catalogazione dei dati riguardanti la scoperta di monete antiche nelle Province di Gorizia e Trieste; la ricerca è stata condotta presso il NummusLab (Dipartimento di Studi umanistici – Università di Trieste). La disamina delle funzionalità e dei contenuti dell’applicazione Web offre lo spunto per una riflessione ad ampio respiro su pregi e difetti di tali strumenti di divulgazione cartografica. Infatti, questi possono essere considerati da una parte come un complemento agli atlanti tradizionali, una sorta di “declinazione” informatica dei tradizionali strumenti cartacei, al fine di una maggiore diffusione dell’informazione geografica attraverso la “pletora” di dispositivi diversi oggi collegati al Web, dall’altra come un efficace visualizzazione di tipologie di rinvenimento oltre che di autorità, zecche e nominali antichi (funzione didattica e di ricerca).

Cartografia dei ritrovamenti monetali di età romana in Friuli Venezia Giulia: un moderno atlante distribuito via Web?

Andrea Favretto
;
Bruno Callegher
2019-01-01

Abstract

Il contributo si prefigge di stimolare alcune riflessioni critiche sull’applicazione agli atlanti tradizionali tecnologie di cartografia interattiva distribuite sul Web. Come è noto, gli atlanti sono da sempre stati un mezzo per raccontare delle storie (geografiche, economiche, sociali, ecc.). Lo scenario di tale supporto, ovvero il modo in cui sono presentate le storie (le varie carte tematiche che compongono l’opera), è un fattore di grande importanza. Non lo è da meno la sequenza delle carte e l’enfasi che si desidera dare a determinati territori o temi, quest’ultima resa dalla copertura e/o scala delle carte relative ad una determinata area. Le tecnologie che hanno permesso la realizzazione e la distribuzione di cartografia interattiva attraverso il Web sono una diretta conseguenza dell’applicazione di alcune funzionalità dei Sistemi Informativi Geografici alla rete, nella fattispecie, al suo più famoso servizio: il World Wide Web. Le tecnologie Webmapping lasciano all’utente la scelta dell’enfasi su uno o più territori, a volte l’onere di confezionarsi la cartografia tematica on line mediante query mirate ad un database remoto. V’è di più: tali supporti digitali svincolano l’utente da qualsiasi sequenza di consultazione, così come l’ipertesto ha permesso la lettura a blocchi di un testo sostituendosi alla tradizionale lettura sequenziale. Lo spunto per le riflessioni è stato fornito dal sito Web di cartografia interattiva realizzato presso GISLab (Dipartimento di Studi umanistici – Università di Trieste). Il sito (denominato: “Cartografia dei ritrovamenti monetali di età romana in Friuli Venezia Giulia”), può essere consultato sul Web all’URL: http://disugis.units.it/Numismatica/Localita/index.html. Esso propone una georeferenziazione non puntuale, ma certo assai prossima alla realtà (per motivi legislativi), dei "Ritrovamenti monetali di età romana nel Friuli Venezia Giulia" (ricerca edita con questo stesso titolo a cura di B. Callegher, EUT, Trieste, 2010). La monografia propone una ricognizione/censimento/catalogazione dei dati riguardanti la scoperta di monete antiche nelle Province di Gorizia e Trieste; la ricerca è stata condotta presso il NummusLab (Dipartimento di Studi umanistici – Università di Trieste). La disamina delle funzionalità e dei contenuti dell’applicazione Web offre lo spunto per una riflessione ad ampio respiro su pregi e difetti di tali strumenti di divulgazione cartografica. Infatti, questi possono essere considerati da una parte come un complemento agli atlanti tradizionali, una sorta di “declinazione” informatica dei tradizionali strumenti cartacei, al fine di una maggiore diffusione dell’informazione geografica attraverso la “pletora” di dispositivi diversi oggi collegati al Web, dall’altra come un efficace visualizzazione di tipologie di rinvenimento oltre che di autorità, zecche e nominali antichi (funzione didattica e di ricerca).
2019
9788894264128
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