Conosciuto dal grande pubblico come uno tra i maggiori narratori del secondo Novecento italiano, Fulvio Tomizza (1935-1999) è stato anche autore drammatico. Il suo interesse per il teatro nasce sin dagli anni della formazione, quando frequenta l’Accademia d’Arte Drammatica di Belgrado e, più tardi, quando lavora a Radio Capodistria come autore di sceneggiati radiofonici. Ma è agli inizi degli anni Sessanta che il suo interesse per la scena si manifesta in modo decisivo, con la composizione del primo testo drammatico, quella Vera Verk che sarà messa in scena dal Teatro Stabile di Trieste nel 1963 con un cast d’eccezione, di cui facevano parte Paola Borboni, Marisa Fabbri e Fosco Giachetti. Il successo si ripete qualche anno più tardi, nel 1969, quando lo Stabile di Trieste mette in scena La storia di Bertoldo, una divertente commedia tratta dal romanzo seicentesco di Giulio Cesare Croce, in cui viene narrata la storia del contadino astuto, capace di sopravvivere a tutte le insidie della corte. Nel 1976 è nuovamente lo Stabile a mettere in scena L’idealista, lavoro che Tomizza trae da un romanzo del maggiore letterato sloveno, Ivan Cankar. Al fianco delle opere che hanno conosciuto una realizzazione scenica, Tomizza ha lasciato alcuni testi drammatici inediti e sinora mai rappresentati, come Ritorno a Sant’Elia, La finzione di Maria e le Litanie eretiche. Tutti lavori che rivelano una forte complementarietà fra la produzione narrativa e quella teatrale dell’autore istriano, e che ne confermano l’attenzione verso tematiche spesso legate al mondo rurale, di cui vengono colti i drammatici contrasti, le inesorabili trasformazioni, le inquietanti ombre gettate da un passato che incombe minaccioso sulla vita della comunità.

Dalla tragedia carsica ai processi per eresia: il teatro di Fulvio Tomizza

Paolo Quazzolo
2019-01-01

Abstract

Conosciuto dal grande pubblico come uno tra i maggiori narratori del secondo Novecento italiano, Fulvio Tomizza (1935-1999) è stato anche autore drammatico. Il suo interesse per il teatro nasce sin dagli anni della formazione, quando frequenta l’Accademia d’Arte Drammatica di Belgrado e, più tardi, quando lavora a Radio Capodistria come autore di sceneggiati radiofonici. Ma è agli inizi degli anni Sessanta che il suo interesse per la scena si manifesta in modo decisivo, con la composizione del primo testo drammatico, quella Vera Verk che sarà messa in scena dal Teatro Stabile di Trieste nel 1963 con un cast d’eccezione, di cui facevano parte Paola Borboni, Marisa Fabbri e Fosco Giachetti. Il successo si ripete qualche anno più tardi, nel 1969, quando lo Stabile di Trieste mette in scena La storia di Bertoldo, una divertente commedia tratta dal romanzo seicentesco di Giulio Cesare Croce, in cui viene narrata la storia del contadino astuto, capace di sopravvivere a tutte le insidie della corte. Nel 1976 è nuovamente lo Stabile a mettere in scena L’idealista, lavoro che Tomizza trae da un romanzo del maggiore letterato sloveno, Ivan Cankar. Al fianco delle opere che hanno conosciuto una realizzazione scenica, Tomizza ha lasciato alcuni testi drammatici inediti e sinora mai rappresentati, come Ritorno a Sant’Elia, La finzione di Maria e le Litanie eretiche. Tutti lavori che rivelano una forte complementarietà fra la produzione narrativa e quella teatrale dell’autore istriano, e che ne confermano l’attenzione verso tematiche spesso legate al mondo rurale, di cui vengono colti i drammatici contrasti, le inesorabili trasformazioni, le inquietanti ombre gettate da un passato che incombe minaccioso sulla vita della comunità.
2019
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