Se osservando la superficie del territorio contemporaneo come un palinsesto possiamo descrivere le tracce delle modificazioni apportate dal succedersi delle generazioni, leggendo i libri che compongono la biblioteca degli urbanisti è possibile ricostruire il depositarsi di diversi saperi che incontrandosi hanno dato forma all'urbanistica. Leggere, o rileggere, i libri degli urbanisti, quelli scritti da urbanisti e che appartengono agli urbanisti e alle loro metaforiche biblioteche, aiuta a riconoscere e rinnovare le tradizioni che hanno dato forma alla disciplina. Questo è il senso che il volume vuole suggerire. Ma non solo. Esso, proponendo differenti esercizi di rilettura di alcuni dei testi che hanno contribuito a formare diverse tradizioni urbanistiche del Novecento, indica una delle possibili strade per una più profonda comprensione della città moderna e contemporanea, evitando al tempo stesso la “tirannia del momento”. Le riletture proposte non vanno interpretate come sostitutive di prime e dirette letture, esse non intendono ostacolare l'incontro col libro, illudendo il lettore di poterlo conoscere senza averlo letto. In fondo nessun libro che parla d'un libro dice di più del libro in questione. Queste "recensioni inattuali" vogliono piuttosto, far sì che il testo lo si vada a cercare o a ritrovare, negli scaffali delle biblioteche o delle librerie. Esse aspirano non solo a favorire questa ricerca, ma anche ad arricchirla apportando le tracce della nostra contemporaneità sui testi. Il libro non intende nemmeno indicare quali siano i classici dell'urbanistica, ma soltanto proporre un primo provvisorio percorso di lettura tra i libri "di sempre", tra quei libri che non hanno ancora perso la capacità di rispondere, ma soprattutto di sollevare, nuove domande e dubbi.

I classici dell'urbanistica moderna

DI BIAGI, Paola
2002

Abstract

Se osservando la superficie del territorio contemporaneo come un palinsesto possiamo descrivere le tracce delle modificazioni apportate dal succedersi delle generazioni, leggendo i libri che compongono la biblioteca degli urbanisti è possibile ricostruire il depositarsi di diversi saperi che incontrandosi hanno dato forma all'urbanistica. Leggere, o rileggere, i libri degli urbanisti, quelli scritti da urbanisti e che appartengono agli urbanisti e alle loro metaforiche biblioteche, aiuta a riconoscere e rinnovare le tradizioni che hanno dato forma alla disciplina. Questo è il senso che il volume vuole suggerire. Ma non solo. Esso, proponendo differenti esercizi di rilettura di alcuni dei testi che hanno contribuito a formare diverse tradizioni urbanistiche del Novecento, indica una delle possibili strade per una più profonda comprensione della città moderna e contemporanea, evitando al tempo stesso la “tirannia del momento”. Le riletture proposte non vanno interpretate come sostitutive di prime e dirette letture, esse non intendono ostacolare l'incontro col libro, illudendo il lettore di poterlo conoscere senza averlo letto. In fondo nessun libro che parla d'un libro dice di più del libro in questione. Queste "recensioni inattuali" vogliono piuttosto, far sì che il testo lo si vada a cercare o a ritrovare, negli scaffali delle biblioteche o delle librerie. Esse aspirano non solo a favorire questa ricerca, ma anche ad arricchirla apportando le tracce della nostra contemporaneità sui testi. Il libro non intende nemmeno indicare quali siano i classici dell'urbanistica, ma soltanto proporre un primo provvisorio percorso di lettura tra i libri "di sempre", tra quei libri che non hanno ancora perso la capacità di rispondere, ma soprattutto di sollevare, nuove domande e dubbi.
9788879897396
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