In questa seconda edizione del Bilancio di Genere la Provincia di Trieste, partendo da una sperimentazione attuata a fine legislatura, dalla precedente Amministrazione mira ad approfondire l'approccio culturale da cui si è partiti che è quello della metodologia "BASS" proposta nell'analisi dei bilanci di genere a livello europeo, ma che condivide la visione dello "sviluppo umano" proposta dal premio Nobel Amartya Sen. Il riferimento generale sono le teorie economiche della giustizia distributiva, il cui punto focale è la consapevolezza che il senso del vivere è anche nella realizzazione delle proprie potenzialità e nell'esercizio effettivo delle proprie capacità. La fase di redazione del bilancio si è realizzata attraverso la costituzione di un gruppo di lavoro interno all’Ente e con il supporto di consulenti dell’Università di Trieste, appartenenti al Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali, Matematiche e Statistiche. Tale gruppo ha lavorato sul Piano generale di sviluppo e sul bilancio 2010, riclassificando i vari interventi e la spesa, sulla base di uno schema già individuato in precedenza e che verrà chiarito in seguito. Il percorso seguito si articola in diverse fasi: fase di auditing condivisa; fase pre-analitica; fase analitica; costruzione del modello ed individuazione delle capacità da considerare; redazione del rapporto. Le capacità individuate sono state: partecipare alla vita sociale e accedere alla rappresentanza politica. accedere alla conoscenza: istruzione, formazione e informazione; lavorare e fare impresa; godere dell'arte e della cultura; vivere in spazi sani e sicuri; muoversi nel territorio e viaggiare; accedere alle risorse (pubbliche e private) e a beni e servizi pubblici. Nella precedente versione del bilancio di genere, si è scelto di focalizzare l’attenzione principalmente su accesso alla conoscenza, lavorare e fare impresa, accedere alle risorse e prendersi cura di sé e degli altri, senza per questo abbandonare completamente le altre capacità. Lo sforzo che si è effettuato in questa edizione è quello di coinvolgere maggiormente gli stakeholder esterni, facendo partecipi di questo percorso sia gli organismi di parità che le associazioni femminili. Il secondo rapporto di genere della Provincia di Trieste è formato da quattro parti. Nella prima si analizza la variazione politico-amministrativa intervenuta nell'Ente provinciale all’indomani delle elezioni amministrative del 2011, confrontandolo anche con le altre realtà della regione. Un dato interessante che emerge nel panorama politico locale è l’aumento della presenza femminile, che consolida la posizione di vantaggio dell’organo amministrativo provinciale triestino già evidenziata nel precedente rapporto. L'analisi interna viene portata poi sugli organismi di parità presenti e valorizzati con il sostegno istituzionale e variati per effetto non solo del nuovo mandato politico, ma anche del cambiamento legislativo per le pari opportunità ed infine sulla struttura interna dei dipendenti della Provincia, considerando in particolare gli aspetti critici riguardanti le pari opportunità tra generi e riferiti in modo particolare ai problemi della conciliazione lavoro-famiglia, quali l'orario di lavoro, in particolare il del part-time e i congedi parentali. In altri termini, il focus dell’analisi interna all’Ente è incentrato sulle prime due aree che riguardano il gender empowerment, quella politica e quella economico-amministrativa. La seconda parte evidenzia i cambiamenti intervenuti in questi ultimi anni del contesto provinciale per quanto riguarda alcuni aspetti importanti al fine di qualificare gli interventi pubblici in tema di pari opportunità. L’analisi inizia con gli aspetti demografici, mettendo in evidenza le variazioni intervenute sulla composizione italiani-stranieri nella Provincia di Trieste soprattutto riferita alle età della conciliazione lavoro-famiglia. Le caratteristiche qualificanti le diversità di genere dei residenti della provincia sono poi indagate, guardando ai cambiamenti intervenuti nell'istruzione, nel mercato del lavoro e nelle attività imprenditoriali. Soprattutto, in questo frangente l’oggetto dell’analisi è la terza area di gender empowerment, quella inerente le prospettive di reddito. Questa parte si conclude con due approfondimenti sulle condizioni di sicurezza percepita in città e sul problema della violenza contro le donne e sul trasporto urbano per cercare di misurare i problemi dell’uso del tempo nella conciliazione. La terza parte costituisce l'approfondimento informativo sulle attività e i progetti di mainstreaming dell'Ente provinciale, presentando il piano generale di sviluppo e le attività volte all'empowerment di genere, nonché proponendo la riclassificazione del conto annuale o bilancio consuntivo del 2010 in ottica di genere. Si è scelto anche quest’anno di riportare la riclassificazione dettagliata per alcune funzioni del bilancio, vale a dire la spesa per lo sviluppo economico, l'istruzione, la cultura e i beni culturali, nonché il sociale, per dare continuità di confronto con la precedente edizione. Sappiamo però, che queste funzioni sono le più critiche al fine di favorire le pari opportunità e naturalmente, si è evidenziata la spesa per le Pari Opportunità. L’intento perseguito nella riclassificazione è stato quello di considerare quell’aspetto del gender empowerment che riguarda la struttura e la possibilità di prendere decisioni in ambito economico-amministrativo. In questo frangente, la nozione di gender empowerment è stata applicata in due contesti: per valutare l'impatto di un intervento/trasferimento della Provincia con riferimento al genere dell'imprenditore/beneficiario privato e per valutare l'impatto di un intervento/trasferimento in relazione alla composizione per genere dei direttivi di Enti Pubblici e Associazioni no Profit. Si è proceduto quindi al confronto con le riclassificazioni precedenti 2005 e 2008, per seguire il percorso della spesa in ottica di genere nel tempo, ricordando che per il 2005 la riclassificazione è stata incompleta per la parzialità della documentazione. In questa edizione si è aggiunto un tassello in più che ha lo scopo di gettare le basi per una formulazione di un bilancio di genere preventivo che guidi tutta la politica di mainstreaming dell'Ente in futuro, se un futuro ci sarà, o comunque nelle funzioni amministrative che rimarranno inevitabilmente presenti. Si è voluto in particolare porre l’attenzione su due aspetti propositivi nella gestione delle procedure di trasparenza nella spesa, quali il riassetto della modulistica per facilitare la prossima stesura del bilancio di genere e la ricognizione delle banche dati interne per una più semplice rendicontazione. In questa parte è inclusa anche una proposta per una migliore analisi della mobilità cittadina, indagando qualitativamente, ma anche in senso quantitativo le necessità del trasporto pubblico con questionari ad hoc rivolti alle necessità della famiglia giovane (indagine presso gli asili nido e le scuole d'infanzia) e delle/dei lavoratrici/lavoratori con un'indagine presso i luoghi di lavoro cittadini. Oltre a questi aspetti, nel bilancio di previsione futuro potranno essere compresi, come già in parte fatto nell’ultimo, delle azioni positive di genere. Il rapporto si conclude con una nota riassuntiva sul percorso effettuato dall'Ente provinciale per il sostegno delle pari opportunità, un primo bilancio dei risultati perseguiti e una visione prospettica sugli sviluppi ancora auspicabili nel campo della conciliazione e delle pari opportunità.

Bilancio di Genere. Donne e Uomini per far crescere il territorio

CHIES, LAURA;MONTE, ADRIANA
2012

Abstract

In questa seconda edizione del Bilancio di Genere la Provincia di Trieste, partendo da una sperimentazione attuata a fine legislatura, dalla precedente Amministrazione mira ad approfondire l'approccio culturale da cui si è partiti che è quello della metodologia "BASS" proposta nell'analisi dei bilanci di genere a livello europeo, ma che condivide la visione dello "sviluppo umano" proposta dal premio Nobel Amartya Sen. Il riferimento generale sono le teorie economiche della giustizia distributiva, il cui punto focale è la consapevolezza che il senso del vivere è anche nella realizzazione delle proprie potenzialità e nell'esercizio effettivo delle proprie capacità. La fase di redazione del bilancio si è realizzata attraverso la costituzione di un gruppo di lavoro interno all’Ente e con il supporto di consulenti dell’Università di Trieste, appartenenti al Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali, Matematiche e Statistiche. Tale gruppo ha lavorato sul Piano generale di sviluppo e sul bilancio 2010, riclassificando i vari interventi e la spesa, sulla base di uno schema già individuato in precedenza e che verrà chiarito in seguito. Il percorso seguito si articola in diverse fasi: fase di auditing condivisa; fase pre-analitica; fase analitica; costruzione del modello ed individuazione delle capacità da considerare; redazione del rapporto. Le capacità individuate sono state: partecipare alla vita sociale e accedere alla rappresentanza politica. accedere alla conoscenza: istruzione, formazione e informazione; lavorare e fare impresa; godere dell'arte e della cultura; vivere in spazi sani e sicuri; muoversi nel territorio e viaggiare; accedere alle risorse (pubbliche e private) e a beni e servizi pubblici. Nella precedente versione del bilancio di genere, si è scelto di focalizzare l’attenzione principalmente su accesso alla conoscenza, lavorare e fare impresa, accedere alle risorse e prendersi cura di sé e degli altri, senza per questo abbandonare completamente le altre capacità. Lo sforzo che si è effettuato in questa edizione è quello di coinvolgere maggiormente gli stakeholder esterni, facendo partecipi di questo percorso sia gli organismi di parità che le associazioni femminili. Il secondo rapporto di genere della Provincia di Trieste è formato da quattro parti. Nella prima si analizza la variazione politico-amministrativa intervenuta nell'Ente provinciale all’indomani delle elezioni amministrative del 2011, confrontandolo anche con le altre realtà della regione. Un dato interessante che emerge nel panorama politico locale è l’aumento della presenza femminile, che consolida la posizione di vantaggio dell’organo amministrativo provinciale triestino già evidenziata nel precedente rapporto. L'analisi interna viene portata poi sugli organismi di parità presenti e valorizzati con il sostegno istituzionale e variati per effetto non solo del nuovo mandato politico, ma anche del cambiamento legislativo per le pari opportunità ed infine sulla struttura interna dei dipendenti della Provincia, considerando in particolare gli aspetti critici riguardanti le pari opportunità tra generi e riferiti in modo particolare ai problemi della conciliazione lavoro-famiglia, quali l'orario di lavoro, in particolare il del part-time e i congedi parentali. In altri termini, il focus dell’analisi interna all’Ente è incentrato sulle prime due aree che riguardano il gender empowerment, quella politica e quella economico-amministrativa. La seconda parte evidenzia i cambiamenti intervenuti in questi ultimi anni del contesto provinciale per quanto riguarda alcuni aspetti importanti al fine di qualificare gli interventi pubblici in tema di pari opportunità. L’analisi inizia con gli aspetti demografici, mettendo in evidenza le variazioni intervenute sulla composizione italiani-stranieri nella Provincia di Trieste soprattutto riferita alle età della conciliazione lavoro-famiglia. Le caratteristiche qualificanti le diversità di genere dei residenti della provincia sono poi indagate, guardando ai cambiamenti intervenuti nell'istruzione, nel mercato del lavoro e nelle attività imprenditoriali. Soprattutto, in questo frangente l’oggetto dell’analisi è la terza area di gender empowerment, quella inerente le prospettive di reddito. Questa parte si conclude con due approfondimenti sulle condizioni di sicurezza percepita in città e sul problema della violenza contro le donne e sul trasporto urbano per cercare di misurare i problemi dell’uso del tempo nella conciliazione. La terza parte costituisce l'approfondimento informativo sulle attività e i progetti di mainstreaming dell'Ente provinciale, presentando il piano generale di sviluppo e le attività volte all'empowerment di genere, nonché proponendo la riclassificazione del conto annuale o bilancio consuntivo del 2010 in ottica di genere. Si è scelto anche quest’anno di riportare la riclassificazione dettagliata per alcune funzioni del bilancio, vale a dire la spesa per lo sviluppo economico, l'istruzione, la cultura e i beni culturali, nonché il sociale, per dare continuità di confronto con la precedente edizione. Sappiamo però, che queste funzioni sono le più critiche al fine di favorire le pari opportunità e naturalmente, si è evidenziata la spesa per le Pari Opportunità. L’intento perseguito nella riclassificazione è stato quello di considerare quell’aspetto del gender empowerment che riguarda la struttura e la possibilità di prendere decisioni in ambito economico-amministrativo. In questo frangente, la nozione di gender empowerment è stata applicata in due contesti: per valutare l'impatto di un intervento/trasferimento della Provincia con riferimento al genere dell'imprenditore/beneficiario privato e per valutare l'impatto di un intervento/trasferimento in relazione alla composizione per genere dei direttivi di Enti Pubblici e Associazioni no Profit. Si è proceduto quindi al confronto con le riclassificazioni precedenti 2005 e 2008, per seguire il percorso della spesa in ottica di genere nel tempo, ricordando che per il 2005 la riclassificazione è stata incompleta per la parzialità della documentazione. In questa edizione si è aggiunto un tassello in più che ha lo scopo di gettare le basi per una formulazione di un bilancio di genere preventivo che guidi tutta la politica di mainstreaming dell'Ente in futuro, se un futuro ci sarà, o comunque nelle funzioni amministrative che rimarranno inevitabilmente presenti. Si è voluto in particolare porre l’attenzione su due aspetti propositivi nella gestione delle procedure di trasparenza nella spesa, quali il riassetto della modulistica per facilitare la prossima stesura del bilancio di genere e la ricognizione delle banche dati interne per una più semplice rendicontazione. In questa parte è inclusa anche una proposta per una migliore analisi della mobilità cittadina, indagando qualitativamente, ma anche in senso quantitativo le necessità del trasporto pubblico con questionari ad hoc rivolti alle necessità della famiglia giovane (indagine presso gli asili nido e le scuole d'infanzia) e delle/dei lavoratrici/lavoratori con un'indagine presso i luoghi di lavoro cittadini. Oltre a questi aspetti, nel bilancio di previsione futuro potranno essere compresi, come già in parte fatto nell’ultimo, delle azioni positive di genere. Il rapporto si conclude con una nota riassuntiva sul percorso effettuato dall'Ente provinciale per il sostegno delle pari opportunità, un primo bilancio dei risultati perseguiti e una visione prospettica sugli sviluppi ancora auspicabili nel campo della conciliazione e delle pari opportunità.
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