Le attività industriali sono la prima causa dell’inquinamento delle matrici ambientali. L’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) è il provvedimento di autorizzazione all'esercizio delle attività industriali elencate negli allegati VIII e XII (attività rispettivamente di competenza regionale e statale) alla parte Seconda del D.Lgs. 152/06 e ss.mm.ii.. In quanto integrata, l'autorizzazione ambientale all'esercizio ha come presupposto la valutazione comparata, da parte dell'Autorità competente, degli impatti generati dall'attività produttiva nei diversi comparti ambientali, ai fini del rilascio di un provvedimento che minimizzi "l'impatto complessivo". In questa autorizzazione è prescritto che l’attività industriale sia accompagnata da una verifica delle matrici ambientali al fine di verificare lo stato di salute nel rispetto della corretta gestione del territorio che esse occupano. Nella stessa autorizzazione, che oltre a poter definire le disposizioni che garantiscono la protezione del suolo e delle acque sotterranee deve anche definire le misure riguardanti condizioni diverse da quelle di normale esercizio (tra le quali l’arresto definitivo dell’impianto), sono spesso richiesti, a integrazione, anche la presentazione di un piano di dismissione e di ripristino dei luoghi e la predisposizione di un piano di indagini atte a caratterizzare la qualità dei suoli e delle acque sotterranee delle aree dismesse e a definire gli eventuali interventi di bonifica. L’applicazione di una fideiussione a favore dell’ente che rilascia l’autorizzazione all’esercizio, dedicata alla riqualificazione del territorio alla fine vita dell’impianto sarebbe un aspetto molto importante da considerare. In questo modo ci sarebbe maggiore attenzione sulla conservazione e la salvaguardia dell’ambiente. Molto spesso si sono scoperti “disastri ambientali” dopo la dismissione di attività industriali che hanno provocato molti problemi di gestione del territorio. I dati che seguono sono la prova di quanto sopra affermato. Il territorio italiano per circa il 4% della superficie emersa risulta contaminato per la presenza nelle matrici ambientali di inquinanti di natura inorganica e organica. Valori areali di contaminazione, anche superiori, si stimano con riferimento alle zone costiere. Il rischio sanitario ambientale che queste aree presentano deve essere eliminato o mitigato mediante opportune operazioni di bonifica delle matrici ambientali coinvolte. La presente relazione tecnica illustra lo stato di salute del territorio italiano, con riferimento ai siti contaminati, la normativa di riferimento ai siti contaminati e le tecnologie di bonifica ex situ, indicando lo stato dell’arte e gli sviluppi futuri di una tecnologia che in termini ambientali e economici si ritiene molto promettente.

Tecnologie di bonifiche ex situ: stato dell'arte e sviluppi futuri

BEVILACQUA, PAOLO
2013

Abstract

Le attività industriali sono la prima causa dell’inquinamento delle matrici ambientali. L’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) è il provvedimento di autorizzazione all'esercizio delle attività industriali elencate negli allegati VIII e XII (attività rispettivamente di competenza regionale e statale) alla parte Seconda del D.Lgs. 152/06 e ss.mm.ii.. In quanto integrata, l'autorizzazione ambientale all'esercizio ha come presupposto la valutazione comparata, da parte dell'Autorità competente, degli impatti generati dall'attività produttiva nei diversi comparti ambientali, ai fini del rilascio di un provvedimento che minimizzi "l'impatto complessivo". In questa autorizzazione è prescritto che l’attività industriale sia accompagnata da una verifica delle matrici ambientali al fine di verificare lo stato di salute nel rispetto della corretta gestione del territorio che esse occupano. Nella stessa autorizzazione, che oltre a poter definire le disposizioni che garantiscono la protezione del suolo e delle acque sotterranee deve anche definire le misure riguardanti condizioni diverse da quelle di normale esercizio (tra le quali l’arresto definitivo dell’impianto), sono spesso richiesti, a integrazione, anche la presentazione di un piano di dismissione e di ripristino dei luoghi e la predisposizione di un piano di indagini atte a caratterizzare la qualità dei suoli e delle acque sotterranee delle aree dismesse e a definire gli eventuali interventi di bonifica. L’applicazione di una fideiussione a favore dell’ente che rilascia l’autorizzazione all’esercizio, dedicata alla riqualificazione del territorio alla fine vita dell’impianto sarebbe un aspetto molto importante da considerare. In questo modo ci sarebbe maggiore attenzione sulla conservazione e la salvaguardia dell’ambiente. Molto spesso si sono scoperti “disastri ambientali” dopo la dismissione di attività industriali che hanno provocato molti problemi di gestione del territorio. I dati che seguono sono la prova di quanto sopra affermato. Il territorio italiano per circa il 4% della superficie emersa risulta contaminato per la presenza nelle matrici ambientali di inquinanti di natura inorganica e organica. Valori areali di contaminazione, anche superiori, si stimano con riferimento alle zone costiere. Il rischio sanitario ambientale che queste aree presentano deve essere eliminato o mitigato mediante opportune operazioni di bonifica delle matrici ambientali coinvolte. La presente relazione tecnica illustra lo stato di salute del territorio italiano, con riferimento ai siti contaminati, la normativa di riferimento ai siti contaminati e le tecnologie di bonifica ex situ, indicando lo stato dell’arte e gli sviluppi futuri di una tecnologia che in termini ambientali e economici si ritiene molto promettente.
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