In un contesto di risorse sempre piu limitate e con i sistemi di istruzione e formazione in difficoltà nel reperire i mezzi necessari per garantire alti livelli qualitativi, vi e l'esigenza di introdurre una cultura della valutazione delle politiche pubbliche che suggerisca quali interventi adottare per migliorare l'efficacia delle risorse impiegate. I sistemi d'istruzione dei paesi OCSE sono piuttosto eterogenei in termini di costi di accesso e finanziamenti. In un'ottica comparativa, il nostro Paese si colloca tra i sistemi di alta formazione i cui costi di fruizione sono relativamente bassi e i servizi oerti agli studenti poco sviluppati, infatti, il livello medio di tasse di iscrizione e di poco inferiore a 1 300 euro e la percentuale di studenti che beneciano di sussidi supera di poco il 18%. La struttura dei servizi non sembra essere in grado di favorire piu alti tassi di immatricolazione, infatti questi si sono ridotti negli ultimi 7 anni del 13%1 e rimangono inferiori alla media OCSE. All'opposto troviamo sistemi di istruzione terziaria con tasse di iscrizione elevate e sussidi agli studenti alquanto generosi, ma ciò non impedisce che i tassi di immatricolazione superino la media OCSE. I due casi considerati differiscono anche nella composizione delle fonti di finanziamento: nel primo tipo, cui appartiene il nostro Paese, le risorse dipendono fortemente, se non esclusivamente, dal settore pubblico. I servizi offerti agli studenti si concretizzano per la quasi totalità in borse di studio finalizzate al sostegno del reddito degli studenti provenienti da ambienti socioeconomici svantaggiati. Nel secondo tipo, i finanziamenti all'istruzione possono assumere tre diverse modalità: sussidi pubblici, borse di studio provenienti da fonti private e prestiti d'onore. La componente di ciascuna fonte varia a seconda del paese indagato, ma la cultura del finanziamento privato è sempre presente. Il differenziale che il nostro paese sconta nel paragone con una struttura dell'istruzione terziaria diametralmente opposta e l'assenza di fonti di finanziamento alternative alle risorse pubbliche, e la predominanza delle borse di studio quale principale tipologia di intervento rivolto agli studenti "capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi." Nel contesto italiano, ad oggi, limitata attenzione e stata prestata al ruolo svolto dagli incentivi economici a sostegno degli studenti che si iscrivono all'università e agli effetti che essi inducono. La presente tesi vuole quindi dare un contributo innovativo di approfondimento su tale tematica attraverso un'analisi empirica per la stima degli effetti degli incentivi economici sulla carriera universitaria, misurati dalla probabilità di iscrizione al secondo anno e dalla probabilità di conseguire la laurea nei tempi previsti dall'ordinamento accademico. La particolarità dell'analisi risiede nella valutazione di incentivi che differiscono per i requisiti richiesti agli studenti: prevalentemente di reddito o esclusivamente di merito. Ripercorrendo la teoria economica dell'investimento in capitale umano, sviluppata intorno alla stima del suo rendimento privato e della produzione di istruzione, si sono voluti evidenziare gli aspetti di efficienza e equità delle politiche educative, presentate nel capitolo due. Nel capitolo tre si e ritenuto opportuno scattare una fotografia dell'attuale scenario internazionale dell'istruzione terziaria, evidenziandone dissimilarità ed analogie rispetto agli sbocchi occupazionali, ai differenziali salariali, ed alle forme di incentivazione vigenti nei vari sistemi d'istruzione. Il capitolo quattro presenta una rassegna degli studi internazionali e nazionali (pochi) che si occupano di valutare gli incentivi economici nell'istruzione terziaria. La metodologia applicata all'analisi empirica e presentata nel capitolo cinque, mentre i dati utili all'indagine sono esposti nel capitolo sei. Le stime ottenute applicando la metodologia del capitolo cinque ai dati del capitolo sei, sono riportate e commentate nel capitolo sette.

Il ruolo degli incentivi economici nell'istruzione universitaria; The Impact of Financial Aids in Higher Education

GRAZIOSI, GRAZIA
2012

Abstract

In un contesto di risorse sempre piu limitate e con i sistemi di istruzione e formazione in difficoltà nel reperire i mezzi necessari per garantire alti livelli qualitativi, vi e l'esigenza di introdurre una cultura della valutazione delle politiche pubbliche che suggerisca quali interventi adottare per migliorare l'efficacia delle risorse impiegate. I sistemi d'istruzione dei paesi OCSE sono piuttosto eterogenei in termini di costi di accesso e finanziamenti. In un'ottica comparativa, il nostro Paese si colloca tra i sistemi di alta formazione i cui costi di fruizione sono relativamente bassi e i servizi oerti agli studenti poco sviluppati, infatti, il livello medio di tasse di iscrizione e di poco inferiore a 1 300 euro e la percentuale di studenti che beneciano di sussidi supera di poco il 18%. La struttura dei servizi non sembra essere in grado di favorire piu alti tassi di immatricolazione, infatti questi si sono ridotti negli ultimi 7 anni del 13%1 e rimangono inferiori alla media OCSE. All'opposto troviamo sistemi di istruzione terziaria con tasse di iscrizione elevate e sussidi agli studenti alquanto generosi, ma ciò non impedisce che i tassi di immatricolazione superino la media OCSE. I due casi considerati differiscono anche nella composizione delle fonti di finanziamento: nel primo tipo, cui appartiene il nostro Paese, le risorse dipendono fortemente, se non esclusivamente, dal settore pubblico. I servizi offerti agli studenti si concretizzano per la quasi totalità in borse di studio finalizzate al sostegno del reddito degli studenti provenienti da ambienti socioeconomici svantaggiati. Nel secondo tipo, i finanziamenti all'istruzione possono assumere tre diverse modalità: sussidi pubblici, borse di studio provenienti da fonti private e prestiti d'onore. La componente di ciascuna fonte varia a seconda del paese indagato, ma la cultura del finanziamento privato è sempre presente. Il differenziale che il nostro paese sconta nel paragone con una struttura dell'istruzione terziaria diametralmente opposta e l'assenza di fonti di finanziamento alternative alle risorse pubbliche, e la predominanza delle borse di studio quale principale tipologia di intervento rivolto agli studenti "capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi." Nel contesto italiano, ad oggi, limitata attenzione e stata prestata al ruolo svolto dagli incentivi economici a sostegno degli studenti che si iscrivono all'università e agli effetti che essi inducono. La presente tesi vuole quindi dare un contributo innovativo di approfondimento su tale tematica attraverso un'analisi empirica per la stima degli effetti degli incentivi economici sulla carriera universitaria, misurati dalla probabilità di iscrizione al secondo anno e dalla probabilità di conseguire la laurea nei tempi previsti dall'ordinamento accademico. La particolarità dell'analisi risiede nella valutazione di incentivi che differiscono per i requisiti richiesti agli studenti: prevalentemente di reddito o esclusivamente di merito. Ripercorrendo la teoria economica dell'investimento in capitale umano, sviluppata intorno alla stima del suo rendimento privato e della produzione di istruzione, si sono voluti evidenziare gli aspetti di efficienza e equità delle politiche educative, presentate nel capitolo due. Nel capitolo tre si e ritenuto opportuno scattare una fotografia dell'attuale scenario internazionale dell'istruzione terziaria, evidenziandone dissimilarità ed analogie rispetto agli sbocchi occupazionali, ai differenziali salariali, ed alle forme di incentivazione vigenti nei vari sistemi d'istruzione. Il capitolo quattro presenta una rassegna degli studi internazionali e nazionali (pochi) che si occupano di valutare gli incentivi economici nell'istruzione terziaria. La metodologia applicata all'analisi empirica e presentata nel capitolo cinque, mentre i dati utili all'indagine sono esposti nel capitolo sei. Le stime ottenute applicando la metodologia del capitolo cinque ai dati del capitolo sei, sono riportate e commentate nel capitolo sette.
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