Conosciuto dal grande pubblico come uno tra i maggiori narratori del secondo Novecento italiano, Fulvio Tomizza (1935-1999) è stato anche autore drammatico. Il suo interesse per il teatro nasce sin dagli anni della formazione, quando frequenta l’Accademia d’Arte Drammatica di Belgrado e, più tardi, quando lavora a Radio Capodistria come autore di sceneggiati radiofonici. Ma è agli inizi degli anni Sessanta che il suo interesse per la scena si manifesta in modo decisivo, con la composizione del primo testo drammatico, quella Vera Verk che sarà messa in scena dal Teatro Stabile di Trieste nel 1963 con un cast d’eccezione, di cui facevano parte Paola Borboni, Marisa Fabbri e Fosco Giachetti. Il volume, aperto da un ampio saggio introduttivo (di 160 pagine) che analizza la drammaturgia tomizziana nel contesto del teatro di fine Novecento, presenta l’intera produzione drammaturgica dell’autore, proponendo sia le opere che hanno conosciuto una realizzazione scenica, sia i testi inediti e mai rappresentati, come Ritorno a Sant’Elia, La finzione di Maria e le Litanie eretiche. Tutti lavori che rivelano una forte complementarietà fra la produzione narrativa e quella teatrale dell’autore istriano, e che ne confermano l’attenzione verso tematiche spesso legate al mondo rurale, di cui vengono colti i drammatici contrasti, le inesorabili trasformazioni, le inquietanti ombre gettate da un passato che incombe minaccioso sulla vita della comunità.

Fulvio Tomizza, Teatro

Paolo Quazzolo
2019

Abstract

Conosciuto dal grande pubblico come uno tra i maggiori narratori del secondo Novecento italiano, Fulvio Tomizza (1935-1999) è stato anche autore drammatico. Il suo interesse per il teatro nasce sin dagli anni della formazione, quando frequenta l’Accademia d’Arte Drammatica di Belgrado e, più tardi, quando lavora a Radio Capodistria come autore di sceneggiati radiofonici. Ma è agli inizi degli anni Sessanta che il suo interesse per la scena si manifesta in modo decisivo, con la composizione del primo testo drammatico, quella Vera Verk che sarà messa in scena dal Teatro Stabile di Trieste nel 1963 con un cast d’eccezione, di cui facevano parte Paola Borboni, Marisa Fabbri e Fosco Giachetti. Il volume, aperto da un ampio saggio introduttivo (di 160 pagine) che analizza la drammaturgia tomizziana nel contesto del teatro di fine Novecento, presenta l’intera produzione drammaturgica dell’autore, proponendo sia le opere che hanno conosciuto una realizzazione scenica, sia i testi inediti e mai rappresentati, come Ritorno a Sant’Elia, La finzione di Maria e le Litanie eretiche. Tutti lavori che rivelano una forte complementarietà fra la produzione narrativa e quella teatrale dell’autore istriano, e che ne confermano l’attenzione verso tematiche spesso legate al mondo rurale, di cui vengono colti i drammatici contrasti, le inesorabili trasformazioni, le inquietanti ombre gettate da un passato che incombe minaccioso sulla vita della comunità.
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