A partire dagli anni Novanta la storiografia sulla Resistenza ha progressivamente imboccato un processo di arricchimento metodologico e conoscitivo, favorito dal superamento della Guerra fredda e dal venir meno delle ragioni mobilitanti che avevano accompagnato la divisione bipolare della politica, della cultura e delle società europee. L’ottica prevalentemente politico-militare privilegiata in precedenza dagli studi ha cominciato ad allargare le sue prospettive e a integrarsi con apporti e contaminazioni derivanti dalle altre scienze sociali, ampliando il campo d’indagine alla categoria di «guerra totale» come punto di partenza che ha incoraggiato una nuova stagione di ricerche. Si è dunque fatta strada l’attenzione alla trasversalità delle fratture ideologiche interne alle società europee e alla conseguente lettura delle guerre di Liberazione come guerre civili. Si sono scandagliate inoltre le forme «altre» di resistenza (da quella femminile alle forme di renitenza e resistenza passiva), le divisioni interne ai fronti di liberazione, le varie tipologie della violenza, le loro implicazioni culturali e antropologiche, così come i diversi concetti di nazione e cittadinanza elaborati dalle culture politiche dell’antifascismo, anche attraverso l’uso pubblico della memoria di vincitori e vinti.
Collaborazionismi, guerre civili e resistenze / D’Amelio, Diego; Karlsen, Patrick. - In: QUALESTORIA. - ISSN 0393-6082. - 43:2(2015), pp. 1-210.
Collaborazionismi, guerre civili e resistenze
Diego D’Amelio;Patrick Karlsen
2015-01-01
Abstract
A partire dagli anni Novanta la storiografia sulla Resistenza ha progressivamente imboccato un processo di arricchimento metodologico e conoscitivo, favorito dal superamento della Guerra fredda e dal venir meno delle ragioni mobilitanti che avevano accompagnato la divisione bipolare della politica, della cultura e delle società europee. L’ottica prevalentemente politico-militare privilegiata in precedenza dagli studi ha cominciato ad allargare le sue prospettive e a integrarsi con apporti e contaminazioni derivanti dalle altre scienze sociali, ampliando il campo d’indagine alla categoria di «guerra totale» come punto di partenza che ha incoraggiato una nuova stagione di ricerche. Si è dunque fatta strada l’attenzione alla trasversalità delle fratture ideologiche interne alle società europee e alla conseguente lettura delle guerre di Liberazione come guerre civili. Si sono scandagliate inoltre le forme «altre» di resistenza (da quella femminile alle forme di renitenza e resistenza passiva), le divisioni interne ai fronti di liberazione, le varie tipologie della violenza, le loro implicazioni culturali e antropologiche, così come i diversi concetti di nazione e cittadinanza elaborati dalle culture politiche dell’antifascismo, anche attraverso l’uso pubblico della memoria di vincitori e vinti.| File | Dimensione | Formato | |
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