Il volume Diritti umani e violenza all'incrocio tra storia e diritto è il risultato della ricerca interdisciplinare finanziata con i fondi di Ateneo per la ricerca. Il progetto Diritti umani e violenza è stato declinato secondo un approccio pluridisciplinare e riguarda la fenomenologia della violenza nella ex Jugoslavia, che, come ben noto, è un problema di ampia portata e di rilevanza attuale, riproponendosi anche oggi, alla luce delle rivendicazioni nazionalistiche esplicitate in maniera più e meno evidente. Se il diritto è linguaggio autonomo e separato, non può in questo prescindere dalle dense relazioni con la realtà storico-sociale e politica, proprio perché, in seguito a tali tensioni e nel contesto dell’oggi, i criteri di valutazione della violenza, oltre che ai codici, interpretazioni e tradizione, dipendono anche dai criteri e dai linguaggi frutto delle letture storiche e politiche delle violenze stesse. Il volume si divide in due parti. Nella prima parte, l’attenzione si concentra sui fenomeni di violenza politica che hanno caratterizzato la storia della “frontiera adriatica” – luogo di intersezione fra Europa occidentale e Balcani – nel periodo che va dalla Grande guerra alla seconda metà degli anni ’50. Pur essendo da tempo oggetto di riflessione da parte degli storici, il tema è capace ancora di suscitare vivaci dibattiti, specie quando a prevalere nelle analisi sono gli unilateralismi nazionali ed ideologici, tutt’altro che scomparsi dal nostro orizzonte e capaci anche d’inopinati ritorni di fiamma, ai quali la ricerca storica cerca di opporre gli antidoti del suo sapere critico. Nella seconda parte, la consapevolezza che i processi e i tribunali sono luoghi e momenti in cui il passato precipita nel presente costituisce il presupposto per un’analisi sulla repressione dei crimini internazionali commessi nel conflitto che ha condotto alla dissoluzione della ex Jugoslavia, confermando così che la storia rientra nel presente attraverso i modi in cui le parti giustificano la propria violenza e percepiscono e dipingono la violenza degli altri nonchè tramite gli strumenti in base ai quali i giudici avvertono le narrazioni delle parti. Nel frammentato scenario della repressione dei crimini internazionali, in costante evoluzione, sia a livello internazionale che a livello interno ogni ausilio interpretativo, quale la prospettiva storica, costituisce stimolo e spunto per nuove riflessioni intorno alla violenta tensione cui sono sottoposti i diritti umani.

Diritti umani e violenza all'incrocio tra storia e diritto

S. Tonolo
;
R. Pupo
2021-01-01

Abstract

Il volume Diritti umani e violenza all'incrocio tra storia e diritto è il risultato della ricerca interdisciplinare finanziata con i fondi di Ateneo per la ricerca. Il progetto Diritti umani e violenza è stato declinato secondo un approccio pluridisciplinare e riguarda la fenomenologia della violenza nella ex Jugoslavia, che, come ben noto, è un problema di ampia portata e di rilevanza attuale, riproponendosi anche oggi, alla luce delle rivendicazioni nazionalistiche esplicitate in maniera più e meno evidente. Se il diritto è linguaggio autonomo e separato, non può in questo prescindere dalle dense relazioni con la realtà storico-sociale e politica, proprio perché, in seguito a tali tensioni e nel contesto dell’oggi, i criteri di valutazione della violenza, oltre che ai codici, interpretazioni e tradizione, dipendono anche dai criteri e dai linguaggi frutto delle letture storiche e politiche delle violenze stesse. Il volume si divide in due parti. Nella prima parte, l’attenzione si concentra sui fenomeni di violenza politica che hanno caratterizzato la storia della “frontiera adriatica” – luogo di intersezione fra Europa occidentale e Balcani – nel periodo che va dalla Grande guerra alla seconda metà degli anni ’50. Pur essendo da tempo oggetto di riflessione da parte degli storici, il tema è capace ancora di suscitare vivaci dibattiti, specie quando a prevalere nelle analisi sono gli unilateralismi nazionali ed ideologici, tutt’altro che scomparsi dal nostro orizzonte e capaci anche d’inopinati ritorni di fiamma, ai quali la ricerca storica cerca di opporre gli antidoti del suo sapere critico. Nella seconda parte, la consapevolezza che i processi e i tribunali sono luoghi e momenti in cui il passato precipita nel presente costituisce il presupposto per un’analisi sulla repressione dei crimini internazionali commessi nel conflitto che ha condotto alla dissoluzione della ex Jugoslavia, confermando così che la storia rientra nel presente attraverso i modi in cui le parti giustificano la propria violenza e percepiscono e dipingono la violenza degli altri nonchè tramite gli strumenti in base ai quali i giudici avvertono le narrazioni delle parti. Nel frammentato scenario della repressione dei crimini internazionali, in costante evoluzione, sia a livello internazionale che a livello interno ogni ausilio interpretativo, quale la prospettiva storica, costituisce stimolo e spunto per nuove riflessioni intorno alla violenta tensione cui sono sottoposti i diritti umani.
9788892141155
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