Un primo volume dei due progettati per introdurre il lettore alla conoscenza di un genere dalle molteplici marche di “alterità”. L’alterità costitutiva di un genere, in primis: l’ultima delle nove arti, che non poco ha faticato per guadagnarsi dignità ontologica riconosciuta. E che solo di recente ha conquistato anche zone ‘altre’ rispetto a quelle del suo dominio originario, approdando nella Patria degli ex Soviet, smentendo ‘estraneità’ che parevano destinate a rimanere tali. Eppure, di questi fumetti altrui si sa ancora poco, troppo poco, fuori dai loro confini. Perché, se in generale si sarebbe tentati di credere che la versione russa del fumetto designi una variante tardiva e premasticata di un genere culturale costitutivamente estraneo, approdato in lidi freddissimi solo una volta caduti i muri dei veti e delle censure – l’assunzione di un modello narrativo altrui, la sottomissione ad altrui cliché culturali – la realtà è che, come quasi sempre nelle cose di Russia, risultati all’apparenza simili provengono da cammini profondamente, radicalmente, diversi: così nel caso del comics, termine straniero a indicare una realtà diacronica e sincronica profondamente ‘propria’. In questo senso, a storia del fumetto restituisce in sé una riflessione paradigmatica: essa ci ricorda che il testo (il “testo culturale” aggiungerebbe Lotman) è sempre risultato di un processo, e superfici apparentemente simili possono emergere da isotopie radicalmente diverse. E ripercorrere le tappe fondamentali dell’ontogenesi e della filogenesi del fumetto in Russia ci porta, dicevamo, dentro una storia specifica. I contributi qui raccolti si concentrano prevalentemente su esperienze di area russa; nelle nostre pagine lasciamo (per il momento) poche ma dense testimonianze, dentro e fuori i confini di Slovenia, Serbia e Croazia. Strips introduttive, quelle che presentiamo: prodromi, podstupy, passi di avvicinamento a un mondo estremamente variegato, moderno, contemporaneo, in via di definizione, ridefinizione, invenzione. Con uno sguardo sempre attento, critico, analitico, su fatti, questioni e problemi di traduzione e traducibilità. Questa, sempre, la nostra isotopia – interculturale.

КОМИКСЫ – STRIPI – COMICS: Intercultural Forays into the Slavic Area Comics

De Michiel Margherita
2021

Abstract

Un primo volume dei due progettati per introdurre il lettore alla conoscenza di un genere dalle molteplici marche di “alterità”. L’alterità costitutiva di un genere, in primis: l’ultima delle nove arti, che non poco ha faticato per guadagnarsi dignità ontologica riconosciuta. E che solo di recente ha conquistato anche zone ‘altre’ rispetto a quelle del suo dominio originario, approdando nella Patria degli ex Soviet, smentendo ‘estraneità’ che parevano destinate a rimanere tali. Eppure, di questi fumetti altrui si sa ancora poco, troppo poco, fuori dai loro confini. Perché, se in generale si sarebbe tentati di credere che la versione russa del fumetto designi una variante tardiva e premasticata di un genere culturale costitutivamente estraneo, approdato in lidi freddissimi solo una volta caduti i muri dei veti e delle censure – l’assunzione di un modello narrativo altrui, la sottomissione ad altrui cliché culturali – la realtà è che, come quasi sempre nelle cose di Russia, risultati all’apparenza simili provengono da cammini profondamente, radicalmente, diversi: così nel caso del comics, termine straniero a indicare una realtà diacronica e sincronica profondamente ‘propria’. In questo senso, a storia del fumetto restituisce in sé una riflessione paradigmatica: essa ci ricorda che il testo (il “testo culturale” aggiungerebbe Lotman) è sempre risultato di un processo, e superfici apparentemente simili possono emergere da isotopie radicalmente diverse. E ripercorrere le tappe fondamentali dell’ontogenesi e della filogenesi del fumetto in Russia ci porta, dicevamo, dentro una storia specifica. I contributi qui raccolti si concentrano prevalentemente su esperienze di area russa; nelle nostre pagine lasciamo (per il momento) poche ma dense testimonianze, dentro e fuori i confini di Slovenia, Serbia e Croazia. Strips introduttive, quelle che presentiamo: prodromi, podstupy, passi di avvicinamento a un mondo estremamente variegato, moderno, contemporaneo, in via di definizione, ridefinizione, invenzione. Con uno sguardo sempre attento, critico, analitico, su fatti, questioni e problemi di traduzione e traducibilità. Questa, sempre, la nostra isotopia – interculturale.
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