La guerra del Vietnam rappresenta per Pasolini un laboratorio privilegiato in cui si intrecciano critica all’imperialismo, riflessione sul consumismo e difesa delle culture subalterne. Nelle sue analisi politiche e nei lavori letterari il conflitto assurge a metafora universale della resistenza contro la violenza sistemica, trasformandosi in un banco di prova per la sua denuncia del capitalismo come dittatura culturale. La solidarietà con il popolo vietnamita si salda con la lettura dei processi italiani di modernizzazione, interpretati come “genocidio culturale” operato dalla civiltà dei consumi. Centrale è il ruolo dei media, che al contempo spettacolarizzano la guerra e alimentano mobilitazioni transnazionali, confluendo nelle piazze italiane e nelle opere cinematografiche pasoliniane. L'analisi evidenzia come la prospettiva di Pasolini sul Vietnam non si esaurisca nella cronaca del conflitto, ma contribuisca a ridefinire in chiave critica le categorie di potere, cultura e modernità, inscrivendo la sua voce in un orizzonte globale e interdisciplinare.

Il Vietnam nelle parole di Pier Paolo Pasolini: l'impegno intellettuale contro la guerra / Santi, Bianca Maria. - (2025), pp. 59-73. ( Pasolini / America. Il poeta, il regista, l’intellettuale davanti al “Nuovo Mondo” Casarsa 7-8 febbraio 2025).

Il Vietnam nelle parole di Pier Paolo Pasolini: l'impegno intellettuale contro la guerra.

Bianca Maria Santi
2025-01-01

Abstract

La guerra del Vietnam rappresenta per Pasolini un laboratorio privilegiato in cui si intrecciano critica all’imperialismo, riflessione sul consumismo e difesa delle culture subalterne. Nelle sue analisi politiche e nei lavori letterari il conflitto assurge a metafora universale della resistenza contro la violenza sistemica, trasformandosi in un banco di prova per la sua denuncia del capitalismo come dittatura culturale. La solidarietà con il popolo vietnamita si salda con la lettura dei processi italiani di modernizzazione, interpretati come “genocidio culturale” operato dalla civiltà dei consumi. Centrale è il ruolo dei media, che al contempo spettacolarizzano la guerra e alimentano mobilitazioni transnazionali, confluendo nelle piazze italiane e nelle opere cinematografiche pasoliniane. L'analisi evidenzia come la prospettiva di Pasolini sul Vietnam non si esaurisca nella cronaca del conflitto, ma contribuisca a ridefinire in chiave critica le categorie di potere, cultura e modernità, inscrivendo la sua voce in un orizzonte globale e interdisciplinare.
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