Il progetto proposto per l’ampliamento del cimitero è un intervento paesaggistico che coinvolge le pendici di Monte Grifone, composto da diversi oggetti che, in parte, riprendono segni e forme esistenti, come quella dell’ecclesia sine tecto. Le nicchie dei loculari sono incassate alla base del monte. La forma circolare è una citazione dei loculari del cimitero di Longarone di Francesco Tentori, Marco Zanuso e Gianni Avon, mentre il digradare a scaloni richiama l’adagiarsi sulla collina per aprirsi al paesaggio dei teatri greci. I loculi sono così più prossimi alle sepolture scavate nelle pareti rocciose, per Francesco Venezia «memoria del costruire originario che prima di tutto è scavare» come nelle sepolture etrusche o dell’antica Petra. Il ritmo, forma spaziale del rito, e i raggruppamenti simmetrici intendono restituire riconoscibilità e privatezza alle dimore eterne sottraendole all’uniformità che il loculo ripetuto comporta: se la morte è una livella, di fronte alla quale siamo tutti uguali, chi si reca in visita ai propri cari defunti conosce l’unicità della loro esistenza.

Ampliamento del cimitero di Santa Maria di Gesù a Palermo

giuseppina scavuzzo
;
adriano venudo;thomas bisiani;vittoria umani;valentina rodani;mariacristina d'oria;martina di prisco;paola limoncin;anna dordolin;alex ferletti;elisabetta nascig
2025-01-01

Abstract

Il progetto proposto per l’ampliamento del cimitero è un intervento paesaggistico che coinvolge le pendici di Monte Grifone, composto da diversi oggetti che, in parte, riprendono segni e forme esistenti, come quella dell’ecclesia sine tecto. Le nicchie dei loculari sono incassate alla base del monte. La forma circolare è una citazione dei loculari del cimitero di Longarone di Francesco Tentori, Marco Zanuso e Gianni Avon, mentre il digradare a scaloni richiama l’adagiarsi sulla collina per aprirsi al paesaggio dei teatri greci. I loculi sono così più prossimi alle sepolture scavate nelle pareti rocciose, per Francesco Venezia «memoria del costruire originario che prima di tutto è scavare» come nelle sepolture etrusche o dell’antica Petra. Il ritmo, forma spaziale del rito, e i raggruppamenti simmetrici intendono restituire riconoscibilità e privatezza alle dimore eterne sottraendole all’uniformità che il loculo ripetuto comporta: se la morte è una livella, di fronte alla quale siamo tutti uguali, chi si reca in visita ai propri cari defunti conosce l’unicità della loro esistenza.
2025
978-88-9387-356-7
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