Superisontino. Architettura al taglio raccoglie una costellazione di ricerche applicate e progetti sviluppati nell’arco di circa dieci anni nel Corso di Laurea in Architettura dell’Università degli Studi Trieste (sede di Gorizia) e nel curriculum di Architettura del Dottorato di Ricerca Interateneo Trieste - Udine, con il sostegno della Fondazione Carigo. Il volume restituisce un laboratorio europeo del confine in cui ricerca, didattica e territorio si intrecciano come produzione di conoscenza e come pratica di progetto, assumendo Gorizia e Nova-Gorica e, più in generale, il territorio isontino come campo di sperimentazione privilegiato. Il libro è articolato in tre sezioni. La prima presenta le ricerche universitarie sul territorio e compone un atlante critico di luoghi vulnerabili e strategici, tra architetture della cura e dell’abbandono, patrimoni dismessi, infrastrutture ecologiche e strumenti per la progettazione, mettendo a fuoco temi come soglia, corpo, accessibilità, rischio e memoria. La seconda, “Architetture al taglio”, assume la sezione come metodo interpretativo e dispositivo progettuale attraverso ventun tagli territoriali a cavallo del confine, capaci di rendere leggibili stratificazioni, morfologie, infrastrutture e relazioni. La terza documenta l’esperienza dei workshop intensivi, WIP e Wip Open, organizzati ogni anno dal Corso in Architettura. Il workshop intensivo diventa ricerca operativa collettiva e l’orientamento si traduce in laboratorio, coinvolgendo anche le scuole superiori in un percorso basato “sull’imparare facendo” e sulla costruzione di un esito condiviso, “la città felice”. Nel suo insieme, Superisontino assume il territorio isontino come dispositivo di progetto, dove il confine mobile si intreccia con una geografia d’acque e con un policentrismo di piccoli centri che fa sistema. Le ricerche raccolte mostrano come l’architettura, tra città, campagna e fiumi, e e nel rapporto con infrastrutture, spazi informali della comunità e luoghi istituzionali, possa trasformare la conoscenza situata in visioni, strumenti e pratiche operative.

Superisontino. Architettura al taglio / Bisiani, T., Scavuzzo, G., Venudo, A.. - STAMPA. - 1:(2026), pp. 1-179.

Superisontino. Architettura al taglio

Thomas Bisiani;Giuseppina Scavuzzo;Adriano Venudo
2026-01-01

Abstract

Superisontino. Architettura al taglio raccoglie una costellazione di ricerche applicate e progetti sviluppati nell’arco di circa dieci anni nel Corso di Laurea in Architettura dell’Università degli Studi Trieste (sede di Gorizia) e nel curriculum di Architettura del Dottorato di Ricerca Interateneo Trieste - Udine, con il sostegno della Fondazione Carigo. Il volume restituisce un laboratorio europeo del confine in cui ricerca, didattica e territorio si intrecciano come produzione di conoscenza e come pratica di progetto, assumendo Gorizia e Nova-Gorica e, più in generale, il territorio isontino come campo di sperimentazione privilegiato. Il libro è articolato in tre sezioni. La prima presenta le ricerche universitarie sul territorio e compone un atlante critico di luoghi vulnerabili e strategici, tra architetture della cura e dell’abbandono, patrimoni dismessi, infrastrutture ecologiche e strumenti per la progettazione, mettendo a fuoco temi come soglia, corpo, accessibilità, rischio e memoria. La seconda, “Architetture al taglio”, assume la sezione come metodo interpretativo e dispositivo progettuale attraverso ventun tagli territoriali a cavallo del confine, capaci di rendere leggibili stratificazioni, morfologie, infrastrutture e relazioni. La terza documenta l’esperienza dei workshop intensivi, WIP e Wip Open, organizzati ogni anno dal Corso in Architettura. Il workshop intensivo diventa ricerca operativa collettiva e l’orientamento si traduce in laboratorio, coinvolgendo anche le scuole superiori in un percorso basato “sull’imparare facendo” e sulla costruzione di un esito condiviso, “la città felice”. Nel suo insieme, Superisontino assume il territorio isontino come dispositivo di progetto, dove il confine mobile si intreccia con una geografia d’acque e con un policentrismo di piccoli centri che fa sistema. Le ricerche raccolte mostrano come l’architettura, tra città, campagna e fiumi, e e nel rapporto con infrastrutture, spazi informali della comunità e luoghi istituzionali, possa trasformare la conoscenza situata in visioni, strumenti e pratiche operative.
2026
978-88-5511-706-7
978-88-5511-707-4
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