La crisi climatica rappresenta il più grande problema di coordinamento dell’azione collettiva mai affrontato dall’umanità, pervasivo in ogni ambito della vita economica, sociale e giuridica. Il volume affronta questa sfida epocale indagando le profonde trasformazioni che investono il diritto pubblico e l’amministrazione, muovendo dalla ricostruzione di un vero e proprio “mandato europeo e costituzionale di protezione del clima” inteso come bene unitario, trasversale e oggettivo. L’indagine si spinge oltre l’analisi statica dei modelli regolatori per decostruire la tradizionale bipolare dicotomia tra Stato e mercato, mettendone a nudo l’insufficienza di fronte all’urgenza ambientale. Attraverso le lenti teoriche della legge riflessiva e dello sperimentalismo, l’autore dimostra l'ascesa contemporanea di schemi operazionali di matrice “indiretta” e “sussidiaria”, capaci di rinunciare al mero comando coercitivo per fare appello all'autonomia responsabilizzata dei consociati. Al cuore della riflessione emerge la categoria del dovere di solidarietà climatica, proposto come un “nuovo nomos della terra”: un ordinamento geograficamente localizzato che assume su di sé le istanze di protezione di soggetti temporalmente e spazialmente lontani. Di fronte al rischio di una sottomissione dei pubblici poteri alla tecnica e alle dinamiche del mercato, il lavoro individua nell’”amministrazione condivisa” e nell’alleanza strategica con la cittadinanza attiva (homo socialis) la leva indispensabile per un diritto delle transizioni effettivo, pluralista e solidale.
Il dovere di solidarietà climatica come nuovo nomos della terra. Il ruolo della cittadinanza attiva nella regolazione e amministrazione del clima / Fragale, E.N.. - (2026).
Il dovere di solidarietà climatica come nuovo nomos della terra. Il ruolo della cittadinanza attiva nella regolazione e amministrazione del clima
Edoardo Nicola Fragale
2026-01-01
Abstract
La crisi climatica rappresenta il più grande problema di coordinamento dell’azione collettiva mai affrontato dall’umanità, pervasivo in ogni ambito della vita economica, sociale e giuridica. Il volume affronta questa sfida epocale indagando le profonde trasformazioni che investono il diritto pubblico e l’amministrazione, muovendo dalla ricostruzione di un vero e proprio “mandato europeo e costituzionale di protezione del clima” inteso come bene unitario, trasversale e oggettivo. L’indagine si spinge oltre l’analisi statica dei modelli regolatori per decostruire la tradizionale bipolare dicotomia tra Stato e mercato, mettendone a nudo l’insufficienza di fronte all’urgenza ambientale. Attraverso le lenti teoriche della legge riflessiva e dello sperimentalismo, l’autore dimostra l'ascesa contemporanea di schemi operazionali di matrice “indiretta” e “sussidiaria”, capaci di rinunciare al mero comando coercitivo per fare appello all'autonomia responsabilizzata dei consociati. Al cuore della riflessione emerge la categoria del dovere di solidarietà climatica, proposto come un “nuovo nomos della terra”: un ordinamento geograficamente localizzato che assume su di sé le istanze di protezione di soggetti temporalmente e spazialmente lontani. Di fronte al rischio di una sottomissione dei pubblici poteri alla tecnica e alle dinamiche del mercato, il lavoro individua nell’”amministrazione condivisa” e nell’alleanza strategica con la cittadinanza attiva (homo socialis) la leva indispensabile per un diritto delle transizioni effettivo, pluralista e solidale.Pubblicazioni consigliate
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


