Per quanto riguarda la valutazione della tossicità associata alla presenza di biotossine nei molluschi bivalvi e in altri organismi acquatici, in Italia si fa riferimento alla normativa comunitaria in materia: Regolamento (EC) 853/2004 e s.m.i., che ne stabilisce i tenori massimi consentiti e Regolamento (EC) 2074/2005 e s.m.i., che decreta i metodi chimici e biologici di riferimento per diverse altre tossine, ma non per la palitossina (PLTX). I limiti di legge per la presenza di PLTX nei prodotti della pesca non sono ancora stati fissati, tuttavia lo European Food Safety Authority Panel on Contaminants in the Food Chain ha suggerito un limite di 30 μg/kg nei molluschi. I test biologici hanno il vantaggio di identificare effetti tossici dovuti alla presenza di eventuali tossine non note o non attese, difficilmente identificabili con analisi chimiche. Il test biologico cui si fa riferimento nel suddetto decreto è il test sul topo per le tossine lipofile (mouse bioassay), che ha però una sensibilità piuttosto bassa, una riproducibilità limitata, può dare falsi positivi ed è stato ampiamente criticato per problemi di natura etica legati al benessere animale. Pertanto, nel 2011 la Commissione Europea ha stabilito che la cromatografia liquida abbinata a spettrometria di massa (Liquid Chromatography-Mass Spectrometry, LC-MS) sostituisca gradualmente il test sul topo e rappresenti il metodo standard per determinare la presenza di tossine lipofile nei molluschi; anche la PLTX può essere rilevata dal test sul topo, ma in maniera non sempre riproducibile, data la sua natura anfipatica. Vista la crescente presenza di O. cf. ovata nel Mediterraneo e le possibili ripercussioni sulla salute umana, sarebbe particolarmente utile disporre di test semplici e rapidi in grado di dare informazioni attendibili sulla presenza di tossine nell’ambiente e/o negli organismi marini. Diversi metodi biologici e immunologici in grado di evidenziare la PLTX e i suoi analoghi in organismi marini, molluschi e microalghe sono già stati sviluppati, anche se nessuno è ancora stato validato. Tali metodi potrebbero essere utili o come screening preliminari cui far seguire le analisi strumentali o nel caso in cui i metodi strumentali non siano disponibili. Si elencano possibili metodi di identificazione delle PLTX con i relativi riferimenti bibliografici.

Test biologici e funzionali per il rilevamento delle palitossine.

PELIN, MARCO;SOSA, SILVIO;TUBARO, AURELIA
2014

Abstract

Per quanto riguarda la valutazione della tossicità associata alla presenza di biotossine nei molluschi bivalvi e in altri organismi acquatici, in Italia si fa riferimento alla normativa comunitaria in materia: Regolamento (EC) 853/2004 e s.m.i., che ne stabilisce i tenori massimi consentiti e Regolamento (EC) 2074/2005 e s.m.i., che decreta i metodi chimici e biologici di riferimento per diverse altre tossine, ma non per la palitossina (PLTX). I limiti di legge per la presenza di PLTX nei prodotti della pesca non sono ancora stati fissati, tuttavia lo European Food Safety Authority Panel on Contaminants in the Food Chain ha suggerito un limite di 30 μg/kg nei molluschi. I test biologici hanno il vantaggio di identificare effetti tossici dovuti alla presenza di eventuali tossine non note o non attese, difficilmente identificabili con analisi chimiche. Il test biologico cui si fa riferimento nel suddetto decreto è il test sul topo per le tossine lipofile (mouse bioassay), che ha però una sensibilità piuttosto bassa, una riproducibilità limitata, può dare falsi positivi ed è stato ampiamente criticato per problemi di natura etica legati al benessere animale. Pertanto, nel 2011 la Commissione Europea ha stabilito che la cromatografia liquida abbinata a spettrometria di massa (Liquid Chromatography-Mass Spectrometry, LC-MS) sostituisca gradualmente il test sul topo e rappresenti il metodo standard per determinare la presenza di tossine lipofile nei molluschi; anche la PLTX può essere rilevata dal test sul topo, ma in maniera non sempre riproducibile, data la sua natura anfipatica. Vista la crescente presenza di O. cf. ovata nel Mediterraneo e le possibili ripercussioni sulla salute umana, sarebbe particolarmente utile disporre di test semplici e rapidi in grado di dare informazioni attendibili sulla presenza di tossine nell’ambiente e/o negli organismi marini. Diversi metodi biologici e immunologici in grado di evidenziare la PLTX e i suoi analoghi in organismi marini, molluschi e microalghe sono già stati sviluppati, anche se nessuno è ancora stato validato. Tali metodi potrebbero essere utili o come screening preliminari cui far seguire le analisi strumentali o nel caso in cui i metodi strumentali non siano disponibili. Si elencano possibili metodi di identificazione delle PLTX con i relativi riferimenti bibliografici.
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