Il criterio del vincolo interpretativo, a suo tempo proposto da Francesco Sabatini (“Analisi del linguaggio giuridico. Il testo normativo in una tipologia generale dei testi”, in Corso di studi superiori legislativi, 1988-89, a cura di D’Antonio M., Cedam, Padova, 1990, pp. 675-724), si è dimostrato efficace nel cogliere la particolarità dei testi giuridici. Poiché rientrano nella categoria della normatività, i testi giuridici andrebbero classificati, pur con una certo grado di variazione interna, tra quelli vincolanti, caratterizzati da tratti intesi a restringere la libertà di interpretazione del lettore. Tuttavia, nelle loro riflessioni linguistiche, i giuristi da una parte si preoccupano di ridurre la vaghezza che ostacola l’incontrovertibilità dell’interpretazione della legge, ma dall’altra riconoscono che, per regolare tutti gli aspetti della vita sociale, il ricorso alla lingua comune è inevitabile. Flessibilità e precisione tecnica sarebbero dunque i due estremi entro cui si dibatte il discorso del diritto (Luzzati C., La vaghezza delle norme: un’analisi del linguaggio giuridico, Giuffrè, Milano, 1990). L’intervento proposto rende conto delle risorse lessicali e morfologiche dispiegate per esprimere l’indeterminazione in un corpus di testi giuridici redatti in italiano e in spagnolo. Il confronto non è solo interlinguistico, ma riguarda anche tipi di testi diversi (nella tassonomia di Bice Mortara Garavelli, Le parole e la giustizia, Divagazioni grammaticali e retoriche su testi giuridici italiani, Einaudi, Torino 2001: testi applicativi, come le sentenze, e normativi, come leggi e direttive) ed emittenti diversi (giudici e legislatori nazionali in opposizione a giudici e legislatori dell’Unione europea), per valutare anche l’impatto della traduzione sulla resa dell’indeterminazione. L’indagine è condotta con un approccio quali-quantitativo secondo le metodologie già adottate in Ondelli S. (a cura di), Realizzazioni testuali ibride in contesto europeo. Lingue dell’UE e lingue nazionali a confronto, Trieste, EUT 2013.

La atenuación en los textos jurídicos: el uso de los marcadores del discurso en dos corpus de sentencias, uno del español y otro del italiano

ONDELLI, STEFANO;MEDINA MONTERO, JOSE FRANCISCO
2017

Abstract

Il criterio del vincolo interpretativo, a suo tempo proposto da Francesco Sabatini (“Analisi del linguaggio giuridico. Il testo normativo in una tipologia generale dei testi”, in Corso di studi superiori legislativi, 1988-89, a cura di D’Antonio M., Cedam, Padova, 1990, pp. 675-724), si è dimostrato efficace nel cogliere la particolarità dei testi giuridici. Poiché rientrano nella categoria della normatività, i testi giuridici andrebbero classificati, pur con una certo grado di variazione interna, tra quelli vincolanti, caratterizzati da tratti intesi a restringere la libertà di interpretazione del lettore. Tuttavia, nelle loro riflessioni linguistiche, i giuristi da una parte si preoccupano di ridurre la vaghezza che ostacola l’incontrovertibilità dell’interpretazione della legge, ma dall’altra riconoscono che, per regolare tutti gli aspetti della vita sociale, il ricorso alla lingua comune è inevitabile. Flessibilità e precisione tecnica sarebbero dunque i due estremi entro cui si dibatte il discorso del diritto (Luzzati C., La vaghezza delle norme: un’analisi del linguaggio giuridico, Giuffrè, Milano, 1990). L’intervento proposto rende conto delle risorse lessicali e morfologiche dispiegate per esprimere l’indeterminazione in un corpus di testi giuridici redatti in italiano e in spagnolo. Il confronto non è solo interlinguistico, ma riguarda anche tipi di testi diversi (nella tassonomia di Bice Mortara Garavelli, Le parole e la giustizia, Divagazioni grammaticali e retoriche su testi giuridici italiani, Einaudi, Torino 2001: testi applicativi, come le sentenze, e normativi, come leggi e direttive) ed emittenti diversi (giudici e legislatori nazionali in opposizione a giudici e legislatori dell’Unione europea), per valutare anche l’impatto della traduzione sulla resa dell’indeterminazione. L’indagine è condotta con un approccio quali-quantitativo secondo le metodologie già adottate in Ondelli S. (a cura di), Realizzazioni testuali ibride in contesto europeo. Lingue dell’UE e lingue nazionali a confronto, Trieste, EUT 2013.
9786069980057
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