Le Corbusier è probabilmente collocabile tra i personaggi e gli ambiti del sapere che il seminario ha definito “pregiudicati”, non certo in quanto espulso o rifiutato dalla cultura contemporanea: come campione della modernità, Le Corbusier rimane una figura inevitabile cui riferirsi in accordo, distanza o opposizione. Ma proprio questa ingombrante inevitabilità ha fatto sì che la sua opera venisse costretta in una serie di stereotipi, e dunque pregiudizi, nel tentativo di comporre contraddizioni e paradossi propri del suo multiforme genio creativo. A essere maggiormente sacrificate dalle semplificazioni sono state la sua riflessione più tarda e la critica all’ideologia tecnicista dominata dal mercato, in cui oggi siamo immersi e alla cui nascita Le Corbusier assisteva con amarezza, delusione e lucidità a tratti profetica, mentre, sulla base di pregiudizi e semplificazioni, vi avrebbe in parte contribuito. Le Corbusier dichiarava di «non conoscere il miracolo della fede» , qui non ci si propone di smentirlo, quanto di riflettere su come gli interessi per i testi sacri, come per l’alchimia e la mitologia, oltre che costruire un sistema di sapere, tradotto nelle opere in una concatenazione di metafore e figure provenienti dall’iconografia alchemica, magica e classica, dispieghino nel loro insieme una visione.

La spada di Corbu

SCAVUZZO, GIUSEPPINA
2016

Abstract

Le Corbusier è probabilmente collocabile tra i personaggi e gli ambiti del sapere che il seminario ha definito “pregiudicati”, non certo in quanto espulso o rifiutato dalla cultura contemporanea: come campione della modernità, Le Corbusier rimane una figura inevitabile cui riferirsi in accordo, distanza o opposizione. Ma proprio questa ingombrante inevitabilità ha fatto sì che la sua opera venisse costretta in una serie di stereotipi, e dunque pregiudizi, nel tentativo di comporre contraddizioni e paradossi propri del suo multiforme genio creativo. A essere maggiormente sacrificate dalle semplificazioni sono state la sua riflessione più tarda e la critica all’ideologia tecnicista dominata dal mercato, in cui oggi siamo immersi e alla cui nascita Le Corbusier assisteva con amarezza, delusione e lucidità a tratti profetica, mentre, sulla base di pregiudizi e semplificazioni, vi avrebbe in parte contribuito. Le Corbusier dichiarava di «non conoscere il miracolo della fede» , qui non ci si propone di smentirlo, quanto di riflettere su come gli interessi per i testi sacri, come per l’alchimia e la mitologia, oltre che costruire un sistema di sapere, tradotto nelle opere in una concatenazione di metafore e figure provenienti dall’iconografia alchemica, magica e classica, dispieghino nel loro insieme una visione.
978-88-5753-585-2
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