L'articolo analizza la mobilità e il confinamento dei richiedenti asilo ospitati nel Centro di prima accoglienza di Gradisca d'Isonzo. La ricerca etnografica condotta all'interno del CARA, tramite interviste a richiedenti asilo , operatori e personale del centro, politici e autorità locali mette in luce le ambivalenze di un sistema di protezione 'securitaria' con la creazione di una 'jungle' sul fiume Isonzo come conseguenza del flusso dalla rotta Balcani.

The ambivalent camp: Mobility and excess in a quasi-carceral Italian asylum seekers hospitality centre

ALTIN, ROBERTA
;
2017

Abstract

L'articolo analizza la mobilità e il confinamento dei richiedenti asilo ospitati nel Centro di prima accoglienza di Gradisca d'Isonzo. La ricerca etnografica condotta all'interno del CARA, tramite interviste a richiedenti asilo , operatori e personale del centro, politici e autorità locali mette in luce le ambivalenze di un sistema di protezione 'securitaria' con la creazione di una 'jungle' sul fiume Isonzo come conseguenza del flusso dalla rotta Balcani.
978-1-138-18404-6
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