Lavorare sulle condizioni di mobilità negli spazi urbani è oggi riconosciuto come un importante strumento per rigenerare la città esistente e per orientare il progetto urbanistico a sempre più necessarie interazioni con una pluralità di politiche pubbliche. Ciò nondimeno, ampi margini ancora si danno per una riflessione sulle relazioni tra i gradi di accessibilità alle attrezzature di uso collettivo, l’efficacia delle modalità di erogazione dei servizi che in tali spazi hanno luogo. Attingendo a esperienze di ricerca e azione sviluppate dal Dipartimento di Ingegneria e Architettura di Trieste, l’ipotesi sostenuta è che assumere la lente dell’accessibilità offra occasioni concrete per individuare fertili sinergie tra aspetti materiali del welfare, questioni connesse alla salute e all’inclusione, istanze di valorizzazione delle dotazioni pubbliche. Temi la cui urgenza è rimarcata dai rilevanti cambiamenti sociali e demografici in atto nelle nostre città. Nel lavoro condotto con istituzioni e soggetti territoriali, riconoscere la mobilità come un diritto di cittadinanza ha permesso di indagare il ruolo che la fruibilità degli spazi urbani riveste nell’ampliare le capacità delle persone di concorrere attivamente alla costruzione delle proprie condizioni di benessere. Ha altresì offerto l’opportunità di re-interpretare l’accessibilità degli spazi pubblici e di uso collettivo come una componente imprescindibile di un progetto di servizi e dotazioni people-centred, e come uno stimolo a innovare le modalità di costruzione e gestione delle politiche pubbliche e degli interventi di riqualificazione.

“Accessibility and the City. A Trieste, dispositivi e pratiche progettuali per attenuare le vulnerabilità sociali”

E. Marchigiani
;
I. Garofolo
2019

Abstract

Lavorare sulle condizioni di mobilità negli spazi urbani è oggi riconosciuto come un importante strumento per rigenerare la città esistente e per orientare il progetto urbanistico a sempre più necessarie interazioni con una pluralità di politiche pubbliche. Ciò nondimeno, ampi margini ancora si danno per una riflessione sulle relazioni tra i gradi di accessibilità alle attrezzature di uso collettivo, l’efficacia delle modalità di erogazione dei servizi che in tali spazi hanno luogo. Attingendo a esperienze di ricerca e azione sviluppate dal Dipartimento di Ingegneria e Architettura di Trieste, l’ipotesi sostenuta è che assumere la lente dell’accessibilità offra occasioni concrete per individuare fertili sinergie tra aspetti materiali del welfare, questioni connesse alla salute e all’inclusione, istanze di valorizzazione delle dotazioni pubbliche. Temi la cui urgenza è rimarcata dai rilevanti cambiamenti sociali e demografici in atto nelle nostre città. Nel lavoro condotto con istituzioni e soggetti territoriali, riconoscere la mobilità come un diritto di cittadinanza ha permesso di indagare il ruolo che la fruibilità degli spazi urbani riveste nell’ampliare le capacità delle persone di concorrere attivamente alla costruzione delle proprie condizioni di benessere. Ha altresì offerto l’opportunità di re-interpretare l’accessibilità degli spazi pubblici e di uso collettivo come una componente imprescindibile di un progetto di servizi e dotazioni people-centred, e come uno stimolo a innovare le modalità di costruzione e gestione delle politiche pubbliche e degli interventi di riqualificazione.
9788899237172
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