Il progetto urbanistico è un atto che non si riduce solo nel dare forma alle trasformazioni, anche se le implicazioni spaziali delle sue scelte costituiscono aspetti ineludibili e sostanziali. Progettare è un processo articolato che, prima dell’individuazione di soluzioni fisiche, si occupa del riconoscimento dei problemi da considerare in rapporto alle situazioni in cui va ad agire, ossia li rende «dicibili»: li traduce in specifici temi, questioni, interrelazioni tra fenomeni; ne valuta pesi reciproci, compatibilità, priorità e modalità di trattamento; costruisce le condizioni per una discussione con e tra diversi soggetti (pubblici, privati e della società civile). Ebbene sono proprio questi passaggi «fondativi» quelli che ormai da tempo – con un’accelerazione dal tracollo finanziario del 2007-08, alla pandemia di Covid-19 e oltre – appaiono sempre più complessi da praticare. In tali condizioni, tramontano le retoriche secondo cui, nella modernità e nei suoi strascichi attraverso e oltre il Novecento, al progetto urbanistico (e agli attori pubblici preposti a gestirne l’attuazione) era richiesto di controllare le trasformazioni urbane e territoriali, prevedendo il «come» si sarebbero materialmente tradotte (Bianchetti 2016). Il progetto non può avere capacità divinatorie. Tanto più oggi, che la paura del futuro ci rende più cauti e dubbiosi; le urgenze e le emergenze si rincorrono; il discorso politico stenta ad esprimere, e a tenere salde, posizioni valoriali. Cionondimeno, alla palese inadeguatezza di argomentazioni previsive spesso continua a fare da contraltare un’ansia profonda, una sensazione di perenne ritardo delle soluzioni avanzate rispetto ai mutamenti che si intendono indirizzare, critiche frequenti di inefficacia, una perdita di autorevolezza. Tuttavia, siamo sicuri di essere così incerti rispetto alla direzione verso cui dovremmo orientare città e territori? Forse, oggetto di un ripensamento critico non dovrebbe essere l’utilità del progetto urbanistico bensì i suoi modi e ruolo.

Il progetto urbanistico come pratica generativa

Elena Marchigiani
2022-01-01

Abstract

Il progetto urbanistico è un atto che non si riduce solo nel dare forma alle trasformazioni, anche se le implicazioni spaziali delle sue scelte costituiscono aspetti ineludibili e sostanziali. Progettare è un processo articolato che, prima dell’individuazione di soluzioni fisiche, si occupa del riconoscimento dei problemi da considerare in rapporto alle situazioni in cui va ad agire, ossia li rende «dicibili»: li traduce in specifici temi, questioni, interrelazioni tra fenomeni; ne valuta pesi reciproci, compatibilità, priorità e modalità di trattamento; costruisce le condizioni per una discussione con e tra diversi soggetti (pubblici, privati e della società civile). Ebbene sono proprio questi passaggi «fondativi» quelli che ormai da tempo – con un’accelerazione dal tracollo finanziario del 2007-08, alla pandemia di Covid-19 e oltre – appaiono sempre più complessi da praticare. In tali condizioni, tramontano le retoriche secondo cui, nella modernità e nei suoi strascichi attraverso e oltre il Novecento, al progetto urbanistico (e agli attori pubblici preposti a gestirne l’attuazione) era richiesto di controllare le trasformazioni urbane e territoriali, prevedendo il «come» si sarebbero materialmente tradotte (Bianchetti 2016). Il progetto non può avere capacità divinatorie. Tanto più oggi, che la paura del futuro ci rende più cauti e dubbiosi; le urgenze e le emergenze si rincorrono; il discorso politico stenta ad esprimere, e a tenere salde, posizioni valoriali. Cionondimeno, alla palese inadeguatezza di argomentazioni previsive spesso continua a fare da contraltare un’ansia profonda, una sensazione di perenne ritardo delle soluzioni avanzate rispetto ai mutamenti che si intendono indirizzare, critiche frequenti di inefficacia, una perdita di autorevolezza. Tuttavia, siamo sicuri di essere così incerti rispetto alla direzione verso cui dovremmo orientare città e territori? Forse, oggetto di un ripensamento critico non dovrebbe essere l’utilità del progetto urbanistico bensì i suoi modi e ruolo.
978-88-5522-420-8
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Marchigiani_SIU_Montedoro_Russo_estratto.pdf

Accesso chiuso

Descrizione: Testo pubblicato
Tipologia: Documento in Versione Editoriale
Licenza: Copyright Editore
Dimensione 970.56 kB
Formato Adobe PDF
970.56 kB Adobe PDF   Visualizza/Apri   Richiedi una copia

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11368/3036178
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact