Negli ultimi anni, le crisi che a più riprese hanno investito l’Europa hanno contribuito all’aumento delle condizioni di fragilità sociale ed economica di un numero crescente di persone. Non solo i nuclei familiari in conclamata povertà sono in aumento, ma i processi di impoverimento si vanno estendendo a una “area grigia” di popolazione in cui precarietà abitativa e lavorativa variamente si intersecano. A questa domanda sempre più pressante di alloggi in locazione – sociale e “molto sociale” – l’azione pubblica non riesce a fornire risposte adeguate. Tale situazione oggi appare particolarmente critica in Italia, dove le politiche per l’abitare in affitto e le procedure di approdo all’edilizia pubblica sono ancora principalmente rivolte a nuclei in situazioni socio-economiche connotate da una relativa stabilità. Per la fascia di bisogni riconducibili alla grave marginalità e le persone a rischio di homelessness persiste il ricorso a misure economico-assistenziali e a soluzioni abitative emergenziali. Partendo dall’approccio Housing First (HF) – nella sua accezione di set integrato di alloggi e servizi volti a contrastare il rischio di homelessness – il paper ragiona sulle sue possibili evoluzioni all’interno di un sistema integrato e strutturale di progettualità e politiche per un abitare in affitto affordable. L’occasione è data dai primi esiti di una ricerca condotta sul campo, attraverso il coinvolgimento di un’ampia platea di stakeholder locali. Il contesto è Trieste: una città di medie dimensioni, in cui una crescente emergenza abitativa si lega a peculiari dinamiche socio-demografiche ed economiche e a una significativa presenza di flussi migratori.
Prima la casa. Trieste come laboratorio di politiche per un abitare in affitto affordable
Elena Marchigiani
;Elisa Mariavittoria Bertolini;Teresa Frausin;Valentina Novak
2025-01-01
Abstract
Negli ultimi anni, le crisi che a più riprese hanno investito l’Europa hanno contribuito all’aumento delle condizioni di fragilità sociale ed economica di un numero crescente di persone. Non solo i nuclei familiari in conclamata povertà sono in aumento, ma i processi di impoverimento si vanno estendendo a una “area grigia” di popolazione in cui precarietà abitativa e lavorativa variamente si intersecano. A questa domanda sempre più pressante di alloggi in locazione – sociale e “molto sociale” – l’azione pubblica non riesce a fornire risposte adeguate. Tale situazione oggi appare particolarmente critica in Italia, dove le politiche per l’abitare in affitto e le procedure di approdo all’edilizia pubblica sono ancora principalmente rivolte a nuclei in situazioni socio-economiche connotate da una relativa stabilità. Per la fascia di bisogni riconducibili alla grave marginalità e le persone a rischio di homelessness persiste il ricorso a misure economico-assistenziali e a soluzioni abitative emergenziali. Partendo dall’approccio Housing First (HF) – nella sua accezione di set integrato di alloggi e servizi volti a contrastare il rischio di homelessness – il paper ragiona sulle sue possibili evoluzioni all’interno di un sistema integrato e strutturale di progettualità e politiche per un abitare in affitto affordable. L’occasione è data dai primi esiti di una ricerca condotta sul campo, attraverso il coinvolgimento di un’ampia platea di stakeholder locali. Il contesto è Trieste: una città di medie dimensioni, in cui una crescente emergenza abitativa si lega a peculiari dinamiche socio-demografiche ed economiche e a una significativa presenza di flussi migratori.Pubblicazioni consigliate
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