Il testo riflette sull’idea di spazio personale come “sfera protettiva” (Hall), che regola le relazioni sociali e culturali. Questo spazio, da fisico, diventa relazionale e simbolico, legato all’intersoggettività. In architettura, ciò implica un passaggio da una visione autoriale a una progettazione partecipata, dove utenti, progettisti e comunità collaborano attivamente. L’immaginazione progettuale diventa interdisciplinare e collettiva, come nella visione di Giancarlo De Carlo. L’architettura è quindi vista come sistema aperto, in evoluzione, fondato sulla co-creazione e sull’incontro di saperi diversi, per rispondere in modo più inclusivo e consapevole ai bisogni reali delle persone.
Inter-soggettività. Una gioiosa indisciplina.
Martina Di Prisco
2025-01-01
Abstract
Il testo riflette sull’idea di spazio personale come “sfera protettiva” (Hall), che regola le relazioni sociali e culturali. Questo spazio, da fisico, diventa relazionale e simbolico, legato all’intersoggettività. In architettura, ciò implica un passaggio da una visione autoriale a una progettazione partecipata, dove utenti, progettisti e comunità collaborano attivamente. L’immaginazione progettuale diventa interdisciplinare e collettiva, come nella visione di Giancarlo De Carlo. L’architettura è quindi vista come sistema aperto, in evoluzione, fondato sulla co-creazione e sull’incontro di saperi diversi, per rispondere in modo più inclusivo e consapevole ai bisogni reali delle persone.Pubblicazioni consigliate
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