È noto come la costruzione di città e territori sia stata influenzata dal modo in cui la popolazione urbana si alimenta. Tuttavia, lo spazio agricolo è stato oggetto di un processo di industrializzazione progressivamente accentuato dalla globalizzazione del mercato agroalimentare. La Rivoluzione Verde, infatti, ha introdotto trasformazioni radicali nel sistema del cibo, vincolandolo a un sistema globalizzato, percepito come deterritorializzato e omologante. Nel lavorare sugli spazi del cibo, da tempo è stata messa in luce la rilevanza di quelli che mettono in relazione i contesti urbani e quelli rurali, fondamentali anche per avvicinare nuovamente gli abitanti urbani – che vivono in un contesto associato prevalentemente al consumo di cibo – agli spazi rurali della produzione agroalimentare. A partire da queste premesse, il contributo intende mettere in luce alcune dinamiche urbano-rurali di un contesto particolare – quello triestino e del suo entroterra carsico – che, a differenza della vicina pianura friulana, per le sue particolari condizioni – da un lato idro-geomorfologiche, dall’altro geografiche e culturali – non è stato interessato da importanti processi agroindustriali. Mettendo in luce come il rapporto città-campagna sia da sempre caratterizzato da una serie di conflitti che si materializzano nel territorio e introducendo il contesto triestino e carsico come un potenziale laboratorio di ecologie territoriali, si intende proporre una riflessione su strumenti, attori e processi che è possibile mettere in campo per riconnettere il contesto urbano e quello rurale, qui e in altri contesti.

Verso un laboratorio di ecologie territoriali: il Carso triestino

Camilla Venturini
2025-01-01

Abstract

È noto come la costruzione di città e territori sia stata influenzata dal modo in cui la popolazione urbana si alimenta. Tuttavia, lo spazio agricolo è stato oggetto di un processo di industrializzazione progressivamente accentuato dalla globalizzazione del mercato agroalimentare. La Rivoluzione Verde, infatti, ha introdotto trasformazioni radicali nel sistema del cibo, vincolandolo a un sistema globalizzato, percepito come deterritorializzato e omologante. Nel lavorare sugli spazi del cibo, da tempo è stata messa in luce la rilevanza di quelli che mettono in relazione i contesti urbani e quelli rurali, fondamentali anche per avvicinare nuovamente gli abitanti urbani – che vivono in un contesto associato prevalentemente al consumo di cibo – agli spazi rurali della produzione agroalimentare. A partire da queste premesse, il contributo intende mettere in luce alcune dinamiche urbano-rurali di un contesto particolare – quello triestino e del suo entroterra carsico – che, a differenza della vicina pianura friulana, per le sue particolari condizioni – da un lato idro-geomorfologiche, dall’altro geografiche e culturali – non è stato interessato da importanti processi agroindustriali. Mettendo in luce come il rapporto città-campagna sia da sempre caratterizzato da una serie di conflitti che si materializzano nel territorio e introducendo il contesto triestino e carsico come un potenziale laboratorio di ecologie territoriali, si intende proporre una riflessione su strumenti, attori e processi che è possibile mettere in campo per riconnettere il contesto urbano e quello rurale, qui e in altri contesti.
2025
978-88-99237-71-4
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