Il saggio, nel tracciare le conclusioni del convegno “La specialità della specialità” celebrativo del Cinquantesimo Anniversario del Secondo Statuto Regionale di autonomia dell’Alto Adige/Südtirol e del Trentino del 1972, passa in rassegna i principali elementi di originalità e i fattori di efficienza delle soluzioni autonomistiche adottate per il Trentino Alto Adige attraverso di suoi Statuti e mediante le normative d’applicazione, nel cammino compiuto nel passaggio dal primo al secondo Statuto. L’esame guarda non solo alle istituzioni ma anche alle dinamiche dei rapporti delle comunità sottostanti. Partendo dalle diverse rappresentazioni soggettive (Gesthalt) dell’autonomia, si esaminano in fattori storici che hanno portato all’approvazione del primo Statuto e al suo successivo superamento all’inizio degli anni Settanta con l’affermarsi del sistema bi-provinciale. L’originalità del quadro istituzionale regional-provinciale, acquis ormai largamente consolidato, è valutato nei termini di modello di riferimento anche per altre esperienze regionali europee, con la particolarità di una effica protezione internazionale dalle forme talora duttili. Accanto alla particolarità (anche rispetto alle altre autonomie speciali) del sistema mobile delle fonti, sono la cultura dell’autogoverno e il savoir faire delle sue forze politiche trainanti ad aver consentito il raggiungimento di significativi eccezionali obiettivi, in un processo di graduale ma costante apertura e inclusione. Il saggio si conclude con una rapida rassegna delle incognite che si profilano ai giorni nostri e delle nuove frontiere verso cui può avanzare la seconda autonomia.
Il Secondo Statuto di Autonomia dell’Alto Adige/Südtirol e del Trentino. Materiali per un bilancio
Roberto Louvin
2022-01-01
Abstract
Il saggio, nel tracciare le conclusioni del convegno “La specialità della specialità” celebrativo del Cinquantesimo Anniversario del Secondo Statuto Regionale di autonomia dell’Alto Adige/Südtirol e del Trentino del 1972, passa in rassegna i principali elementi di originalità e i fattori di efficienza delle soluzioni autonomistiche adottate per il Trentino Alto Adige attraverso di suoi Statuti e mediante le normative d’applicazione, nel cammino compiuto nel passaggio dal primo al secondo Statuto. L’esame guarda non solo alle istituzioni ma anche alle dinamiche dei rapporti delle comunità sottostanti. Partendo dalle diverse rappresentazioni soggettive (Gesthalt) dell’autonomia, si esaminano in fattori storici che hanno portato all’approvazione del primo Statuto e al suo successivo superamento all’inizio degli anni Settanta con l’affermarsi del sistema bi-provinciale. L’originalità del quadro istituzionale regional-provinciale, acquis ormai largamente consolidato, è valutato nei termini di modello di riferimento anche per altre esperienze regionali europee, con la particolarità di una effica protezione internazionale dalle forme talora duttili. Accanto alla particolarità (anche rispetto alle altre autonomie speciali) del sistema mobile delle fonti, sono la cultura dell’autogoverno e il savoir faire delle sue forze politiche trainanti ad aver consentito il raggiungimento di significativi eccezionali obiettivi, in un processo di graduale ma costante apertura e inclusione. Il saggio si conclude con una rapida rassegna delle incognite che si profilano ai giorni nostri e delle nuove frontiere verso cui può avanzare la seconda autonomia.| File | Dimensione | Formato | |
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IL SECONDO STATUTO DI AUTONOMIA DELL’ALTO ADIGE:SÜDTIROL E DEL TRENTINO- MATERIALI PER UN BILANCIO Roberto Louvin 2022.pdf
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