Il volume analizza la trasformazione degli spazi dedicati alla salute mentale, dalle origini degli ospedali psichiatrici alle architetture contemporanee, con particolare attenzione alla memoria storica dei luoghi, ai metodi narrativi (musei e mostre) e alle pratiche progettuali inclusive. La prima parte ricostruisce l’evoluzione storica delle istituzioni per la “follia”, dalla nascita degli ospedali psichiatrici e delle istituzioni totali del Novecento fino alla chiusura dei manicomi e alla comparsa di nuove tipologie architettoniche. Casi studio emblematici come l’Ospedale di Sainte-Anne a Parigi e il complesso di Santa Maria della Pietà a Roma mostrano come memoria e narrazione del luogo si intreccino ai percorsi di cura. Il testo prosegue con l’analisi del concetto contemporaneo di salute mentale e delle nuove forme di progettazione terapeutica, includendo esperienze partecipate in Italia e nei Paesi Bassi e ponendo particolare attenzione alle esigenze di persone neurodivergenti. La seconda parte si concentra su strutture terapeutiche rivolte a persone con disabilità cognitive, individuando negli “spazi soglia” — zone di transizione tra interno ed esterno — elementi chiave per favorire l’adattamento fisico e sociale. Dieci progetti contemporanei vengono analizzati attraverso un ridisegno interpretativo che mette in luce tali spazi. Il capitolo conclusivo propone un’ipotesi meta-progettuale per ripensare l’architettura della salute mentale come processo sociale generatore di beni comuni. Partendo dall’esperienza delle strutture ex manicomiali del Friuli Venezia Giulia, viene approfondito il caso del Parco dell’ex Ospedale Psichiatrico di Gorizia, attuale Parco Basaglia, con una strategia di riattivazione basata sugli spazi-soglia e sul potenziamento del centro di Neuropsichiatria Infantile e del Centro di Salute Mentale presenti nel Parco.
L’architettura della soglia. Spazi di alterità tra cura, memoria e narrazione nella salute mentale.
Martina Di Prisco
2025-01-01
Abstract
Il volume analizza la trasformazione degli spazi dedicati alla salute mentale, dalle origini degli ospedali psichiatrici alle architetture contemporanee, con particolare attenzione alla memoria storica dei luoghi, ai metodi narrativi (musei e mostre) e alle pratiche progettuali inclusive. La prima parte ricostruisce l’evoluzione storica delle istituzioni per la “follia”, dalla nascita degli ospedali psichiatrici e delle istituzioni totali del Novecento fino alla chiusura dei manicomi e alla comparsa di nuove tipologie architettoniche. Casi studio emblematici come l’Ospedale di Sainte-Anne a Parigi e il complesso di Santa Maria della Pietà a Roma mostrano come memoria e narrazione del luogo si intreccino ai percorsi di cura. Il testo prosegue con l’analisi del concetto contemporaneo di salute mentale e delle nuove forme di progettazione terapeutica, includendo esperienze partecipate in Italia e nei Paesi Bassi e ponendo particolare attenzione alle esigenze di persone neurodivergenti. La seconda parte si concentra su strutture terapeutiche rivolte a persone con disabilità cognitive, individuando negli “spazi soglia” — zone di transizione tra interno ed esterno — elementi chiave per favorire l’adattamento fisico e sociale. Dieci progetti contemporanei vengono analizzati attraverso un ridisegno interpretativo che mette in luce tali spazi. Il capitolo conclusivo propone un’ipotesi meta-progettuale per ripensare l’architettura della salute mentale come processo sociale generatore di beni comuni. Partendo dall’esperienza delle strutture ex manicomiali del Friuli Venezia Giulia, viene approfondito il caso del Parco dell’ex Ospedale Psichiatrico di Gorizia, attuale Parco Basaglia, con una strategia di riattivazione basata sugli spazi-soglia e sul potenziamento del centro di Neuropsichiatria Infantile e del Centro di Salute Mentale presenti nel Parco.| File | Dimensione | Formato | |
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