L'a. espone i risultati di un ciclo di conferenze tenute da antropologi (Gian Paolo Gri, Roberta Altin, Roberto Dapit) , storici (Raoul Pupo, Matteo Ermacora, Giovanna Paolin), musicologi (Roberto Frisano, Marco Plesnicar) e organizzatori di musei delle tradizioni popolari (della Val Resia, di Sauris, del Carso triestino e dell'Istria), intorno al tema delle profonde trasformazioni intervenute dopo la II Guerra mondiale nella conservazione delle tradizioni etnografiche nell'area del Friuli e della Venezia Giulia, per iniziativa di illustri etnografi capaci di operare in una dimensione internazionale, come Gaetano Perusini e Pavle Merkù, nel contesto dell'evoluzione di una società che si stava lentamente avviando verso una fase di sviluppo economico, che avrebbe finito col mettere in crisi la tradizionale cultura contadina. Vengono ricordate le principali iniziative per la conservazione delle tradizioni etnografiche, il ruolo delle Università e della RAI, l'apertura di musei etnografici. Viene esaminato il rapporto, a volte collaborativo, a volte conflittuale, instauratosi fra le forze intellettuali, mobilitate a difesa del patrimonio identitario delle comunità, e le forze economiche locali.

Introduzione a: Conservazione e ripresa delle tradizioni etnografiche in una regione di confine / Trebbi, Giuseppe. - In: ARCHEOGRAFO TRIESTINO. - ISSN 0392-0038. - STAMPA. - (2025), pp. 9-20.

Introduzione a: Conservazione e ripresa delle tradizioni etnografiche in una regione di confine.

Giuseppe Trebbi
2025-01-01

Abstract

L'a. espone i risultati di un ciclo di conferenze tenute da antropologi (Gian Paolo Gri, Roberta Altin, Roberto Dapit) , storici (Raoul Pupo, Matteo Ermacora, Giovanna Paolin), musicologi (Roberto Frisano, Marco Plesnicar) e organizzatori di musei delle tradizioni popolari (della Val Resia, di Sauris, del Carso triestino e dell'Istria), intorno al tema delle profonde trasformazioni intervenute dopo la II Guerra mondiale nella conservazione delle tradizioni etnografiche nell'area del Friuli e della Venezia Giulia, per iniziativa di illustri etnografi capaci di operare in una dimensione internazionale, come Gaetano Perusini e Pavle Merkù, nel contesto dell'evoluzione di una società che si stava lentamente avviando verso una fase di sviluppo economico, che avrebbe finito col mettere in crisi la tradizionale cultura contadina. Vengono ricordate le principali iniziative per la conservazione delle tradizioni etnografiche, il ruolo delle Università e della RAI, l'apertura di musei etnografici. Viene esaminato il rapporto, a volte collaborativo, a volte conflittuale, instauratosi fra le forze intellettuali, mobilitate a difesa del patrimonio identitario delle comunità, e le forze economiche locali.
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