L’articolo propone una riflessione critica sul ruolo contemporaneo delle infrastrutture, interpretate non più come semplici manufatti funzionali o supporti tecnici della mobilità, ma come dispositivi spaziali, culturali, ecologici e simbolici che incidono profondamente sulle forme dell’abitare e sulla costruzione dell’immaginario territoriale. Ripercorrendo anche una parte del proprio percorso di ricerca sviluppato attorno alla rivista Trasporti & Cultura, il testo mette in dialogo esperienze maturate nel campo del paesaggio infrastrutturale con alcune teorie recenti, da Keller Easterling a Parag Khanna, fino a Timothy Morton. In questa prospettiva, infrastrutture, reti logistiche, autostrade e corridoi multimodali vengono lette come spazi operativi che plasmano comportamenti, percezioni, ecologie e relazioni tra umano e non umano. Il saggio critica il ritardo culturale italiano nel progetto delle infrastrutture e propone di guardare alla “superinfrastruttura” come a una nuova condizione progettuale, capace di misurarsi con la darkness e con la dimensione ontologica degli iperoggetti contemporanei.
Topografie del presente tra darkness e iperoggetti: abitare la superinfrastruttura / Venudo, A.. - STAMPA. - 1:(2026), pp. 25.185-25.192.
Topografie del presente tra darkness e iperoggetti: abitare la superinfrastruttura
Adriano Venudo
2026-01-01
Abstract
L’articolo propone una riflessione critica sul ruolo contemporaneo delle infrastrutture, interpretate non più come semplici manufatti funzionali o supporti tecnici della mobilità, ma come dispositivi spaziali, culturali, ecologici e simbolici che incidono profondamente sulle forme dell’abitare e sulla costruzione dell’immaginario territoriale. Ripercorrendo anche una parte del proprio percorso di ricerca sviluppato attorno alla rivista Trasporti & Cultura, il testo mette in dialogo esperienze maturate nel campo del paesaggio infrastrutturale con alcune teorie recenti, da Keller Easterling a Parag Khanna, fino a Timothy Morton. In questa prospettiva, infrastrutture, reti logistiche, autostrade e corridoi multimodali vengono lette come spazi operativi che plasmano comportamenti, percezioni, ecologie e relazioni tra umano e non umano. Il saggio critica il ritardo culturale italiano nel progetto delle infrastrutture e propone di guardare alla “superinfrastruttura” come a una nuova condizione progettuale, capace di misurarsi con la darkness e con la dimensione ontologica degli iperoggetti contemporanei.Pubblicazioni consigliate
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