Il testo propone una lettura di Alice nel Paese delle Meraviglie come dispositivo teorico per riflettere sul rapporto tra corpo, percezione e spazio. Le trasformazioni dimensionali di Alice diventano una metafora della relatività delle scale e mettono in crisi l’idea di misure fisse, evidenziando come l’esperienza corporea condizioni la comprensione dell’ambiente. La “meraviglia” emerge non come semplice stupore, ma come impulso all’esplorazione attiva di una realtà alternativa, in cui disorientamento e adattamento stimolano nuove forme di relazione con lo spazio. In questa prospettiva, l’architettura è interpretata come esperienza dinamica e partecipativa, capace di generare percorsi aperti e ritualità inedite, ridefinendo i modelli percettivi e comportamentali dell’individuo.
EAT ME, DRINK ME. Minimacromondi: avventure nel paese delle meraviglie / Zambon, Matteo. - STAMPA. - (2026), pp. 64-69.
EAT ME, DRINK ME. Minimacromondi: avventure nel paese delle meraviglie
Matteo Zambon
2026-01-01
Abstract
Il testo propone una lettura di Alice nel Paese delle Meraviglie come dispositivo teorico per riflettere sul rapporto tra corpo, percezione e spazio. Le trasformazioni dimensionali di Alice diventano una metafora della relatività delle scale e mettono in crisi l’idea di misure fisse, evidenziando come l’esperienza corporea condizioni la comprensione dell’ambiente. La “meraviglia” emerge non come semplice stupore, ma come impulso all’esplorazione attiva di una realtà alternativa, in cui disorientamento e adattamento stimolano nuove forme di relazione con lo spazio. In questa prospettiva, l’architettura è interpretata come esperienza dinamica e partecipativa, capace di generare percorsi aperti e ritualità inedite, ridefinendo i modelli percettivi e comportamentali dell’individuo.Pubblicazioni consigliate
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