L’approccio legato allo Universal Design (UD), basato sul principio che gli ambienti, i prodotti e i servizi devono poter essere utilizzati da tutte le persone, indipendentemente dalle loro specifiche caratteristiche e abilità, mira a garantire che tutti possano partecipare pienamente alle dinamiche sociali e contribuire all'esperienza complessiva della comunità. Diversi autori concordano sul fatto che l'UD è l'approccio progettuale che, più di altri, ha maggiori probabilità di cambiare gli atteggiamenti della società, enfatizzando concetti quali la democrazia, l'equità e la cittadinanza (Erdtman et al. 2021; Iwarsson e Ståhl 2003). Tuttavia, ad oggi si riscontra un bassissimo grado di adozione dell’UD nel campo della progettazione, contrariamente alla pubblicazione di nuovi e aggiornati studi accademici che risultano in aumento (Mosca e Capolongo 2018) e la produzione crescente di contributi che si riscontra, per esempio, in occasione dell’International Conference on Universal Design, arrivato lo scorso anno alla settima edizione. La difficoltà di ottenere risultati rapidi e apprezzabili può essere una delle ragioni per cui l'UD è ancora poco adottata (Persson et al. 2015). Va considerato inoltre che alla base delle ragioni che hanno portato a un lento sviluppo di città e luoghi accessibili ci sono sia fattori culturali sia fattori educativi, compreso il modo in cui si tendono a percepire e a riconoscere le disabilità. Poiché l'UD è un processo piuttosto che un risultato, per stimolarne l’adesione è imprescindibile la sensibilizzazione di tutti gli attori che a diverso titolo posso contribuire a portare dei cambiamenti, che seppur piccoli possono essere significativi. L’articolo presenta le iniziative di divulgazione dell’UD introdotte dal progetto SITE - Shaping Inclusive Tourist Experiences, finanziato nell’ambito del Programma Interreg Italia-Croazia 2021-2027, di cui l’Università di Trieste è Lead Partner. In SITE l'UD funge da quadro di riferimento per creare ambienti accessibili, utilizzabili e comprensibili dal maggior numero di persone, e i 7 principi sono il filo conduttore con cui condurre le attività di ricerca, di valutazione dell'accessibilità dei luoghi pilota e di co-progettazione di soluzioni innovative per la creazione di destinazioni turistiche più inclusive. Assicurare l’allineamento delle conoscenze di tutti i partner è stato uno dei primi impegni, che si è concretizzato attraverso diverse azioni. L’articolo intende affrontare l’impegno relativo alla strutturazione e organizzazione delle sessioni formative, erogate sia in presenza sia online, e la programmazione di eventi divulgativi, tra cui quello previsto all’interno della manifestazione Trieste NEXT 2025 dedicato allo Storytelling del viaggio per un turismo che include, ispira e connette.
Universal Design. Pratiche di formazione e divulgazione per città più inclusive e attrattive / Garofolo, Ilaria; Chiarelli, Barbara; Novak, Valentina. - ELETTRONICO. - 09:(2026), pp. 127-135.
Universal Design. Pratiche di formazione e divulgazione per città più inclusive e attrattive
Ilaria Garofolo
Primo
Conceptualization
;Barbara ChiarelliSecondo
Methodology
;Valentina NovakUltimo
Methodology
2026-01-01
Abstract
L’approccio legato allo Universal Design (UD), basato sul principio che gli ambienti, i prodotti e i servizi devono poter essere utilizzati da tutte le persone, indipendentemente dalle loro specifiche caratteristiche e abilità, mira a garantire che tutti possano partecipare pienamente alle dinamiche sociali e contribuire all'esperienza complessiva della comunità. Diversi autori concordano sul fatto che l'UD è l'approccio progettuale che, più di altri, ha maggiori probabilità di cambiare gli atteggiamenti della società, enfatizzando concetti quali la democrazia, l'equità e la cittadinanza (Erdtman et al. 2021; Iwarsson e Ståhl 2003). Tuttavia, ad oggi si riscontra un bassissimo grado di adozione dell’UD nel campo della progettazione, contrariamente alla pubblicazione di nuovi e aggiornati studi accademici che risultano in aumento (Mosca e Capolongo 2018) e la produzione crescente di contributi che si riscontra, per esempio, in occasione dell’International Conference on Universal Design, arrivato lo scorso anno alla settima edizione. La difficoltà di ottenere risultati rapidi e apprezzabili può essere una delle ragioni per cui l'UD è ancora poco adottata (Persson et al. 2015). Va considerato inoltre che alla base delle ragioni che hanno portato a un lento sviluppo di città e luoghi accessibili ci sono sia fattori culturali sia fattori educativi, compreso il modo in cui si tendono a percepire e a riconoscere le disabilità. Poiché l'UD è un processo piuttosto che un risultato, per stimolarne l’adesione è imprescindibile la sensibilizzazione di tutti gli attori che a diverso titolo posso contribuire a portare dei cambiamenti, che seppur piccoli possono essere significativi. L’articolo presenta le iniziative di divulgazione dell’UD introdotte dal progetto SITE - Shaping Inclusive Tourist Experiences, finanziato nell’ambito del Programma Interreg Italia-Croazia 2021-2027, di cui l’Università di Trieste è Lead Partner. In SITE l'UD funge da quadro di riferimento per creare ambienti accessibili, utilizzabili e comprensibili dal maggior numero di persone, e i 7 principi sono il filo conduttore con cui condurre le attività di ricerca, di valutazione dell'accessibilità dei luoghi pilota e di co-progettazione di soluzioni innovative per la creazione di destinazioni turistiche più inclusive. Assicurare l’allineamento delle conoscenze di tutti i partner è stato uno dei primi impegni, che si è concretizzato attraverso diverse azioni. L’articolo intende affrontare l’impegno relativo alla strutturazione e organizzazione delle sessioni formative, erogate sia in presenza sia online, e la programmazione di eventi divulgativi, tra cui quello previsto all’interno della manifestazione Trieste NEXT 2025 dedicato allo Storytelling del viaggio per un turismo che include, ispira e connette.Pubblicazioni consigliate
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