La ricerca, indagando il processo di passaggio a un’economia sostenibile capace di garantire equità e diritti, approfondisce l’evoluzione delle forme di sfruttamento del lavoro che caratterizzano il sistema degli appalti, sviluppatosi dalla fine degli anni Ottanta del Novecento, nel Cantiere Navale di Monfalcone (Fincantieri). Per analizzare le radici del fenomeno e la sua evoluzione si ripercorre prima la storia del lo stabilimento dal momento in cui inizia la specializzazione produttiva nel settore delle navi da crociera e poi si descrivono le condizioni di lavoro nel subappalto in rapporto alle trasformazioni organizzative e produttive. I risultati dello studio met tono in evidenza come, sebbene gli strumenti utilizzati (come la” paga globale” e la “liberatoria”) non siano cambiati nel tempo, la presenza di un numero crescente, e ormai maggioritario, di lavoratori immigrati, resi più ricattabili dalla distanza dal loro paese d’origine e dalla necessità di non perdere il permesso di lavoro, ha dato vita a forme di sfruttamento sempre più pesanti e differenziate, mettendo in crisi anche il tradizionale modello d’intervento sindacale.
La transizione giusta. Lavoratori stranieri, salari e dibattito pubblico a Monfalcone / Panariti, L.. - ELETTRONICO. - (2025), pp. 51-80.
La transizione giusta. Lavoratori stranieri, salari e dibattito pubblico a Monfalcone
Loredana Panariti
2025-01-01
Abstract
La ricerca, indagando il processo di passaggio a un’economia sostenibile capace di garantire equità e diritti, approfondisce l’evoluzione delle forme di sfruttamento del lavoro che caratterizzano il sistema degli appalti, sviluppatosi dalla fine degli anni Ottanta del Novecento, nel Cantiere Navale di Monfalcone (Fincantieri). Per analizzare le radici del fenomeno e la sua evoluzione si ripercorre prima la storia del lo stabilimento dal momento in cui inizia la specializzazione produttiva nel settore delle navi da crociera e poi si descrivono le condizioni di lavoro nel subappalto in rapporto alle trasformazioni organizzative e produttive. I risultati dello studio met tono in evidenza come, sebbene gli strumenti utilizzati (come la” paga globale” e la “liberatoria”) non siano cambiati nel tempo, la presenza di un numero crescente, e ormai maggioritario, di lavoratori immigrati, resi più ricattabili dalla distanza dal loro paese d’origine e dalla necessità di non perdere il permesso di lavoro, ha dato vita a forme di sfruttamento sempre più pesanti e differenziate, mettendo in crisi anche il tradizionale modello d’intervento sindacale.Pubblicazioni consigliate
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