Il contributo offre una rilettura della giurisprudenza costituzionale italiana in materia di rapporti interordinamentali, ponendo in discussione la tesi, sempre più diffusa in dottrina, di un presunto "superamento" del modello inaugurato dalla fondamentale sentenza n. 170 del 1984 (Granital). L’autore scompone l'eredità di Granital in una triplice dimensione operativa - obbligo di interpretazione conforme, applicazione dei controlimiti e meccanismo della non applicazione - dimostrando come la svolta inaugurata dalla sentenza n. 269 del 2017 e dai suoi successivi "derivati" non intacchi questi pilastri. Al contrario, il nuovo corso giurisprudenziale si focalizza su un piano differente: la gestione del concorso dei rimedi e il superamento dello schermo della rilevanza nei casi di doppia pregiudizialità. Analizzando le tappe più recenti di questo assestamento, fino all'introduzione del filtro del "tono costituzionale" con la sentenza n. 181 del 2024 , il saggio esamina i rischi e le opportunità del progressivo "riaccentramento" dello scrutinio di costituzionalità. Lungi dal configurarsi come un atto ostile verso il principio di apertura della Costituzione o verso il primato del diritto dell'Unione europea, tale evoluzione viene valorizzata come un'opportunità per espungere con efficacia erga omnes le norme interne incompatibili, invitando a ripensare l'architettura istituzionale e la teoria delle fonti dinanzi alle sfide del pluralismo giuridico contemporaneo.
Granital is not dead / Faraguna, P.. - STAMPA. - 16:(2026), pp. 157-168.
Granital is not dead
PIETRO FARAGUNA
2026-01-01
Abstract
Il contributo offre una rilettura della giurisprudenza costituzionale italiana in materia di rapporti interordinamentali, ponendo in discussione la tesi, sempre più diffusa in dottrina, di un presunto "superamento" del modello inaugurato dalla fondamentale sentenza n. 170 del 1984 (Granital). L’autore scompone l'eredità di Granital in una triplice dimensione operativa - obbligo di interpretazione conforme, applicazione dei controlimiti e meccanismo della non applicazione - dimostrando come la svolta inaugurata dalla sentenza n. 269 del 2017 e dai suoi successivi "derivati" non intacchi questi pilastri. Al contrario, il nuovo corso giurisprudenziale si focalizza su un piano differente: la gestione del concorso dei rimedi e il superamento dello schermo della rilevanza nei casi di doppia pregiudizialità. Analizzando le tappe più recenti di questo assestamento, fino all'introduzione del filtro del "tono costituzionale" con la sentenza n. 181 del 2024 , il saggio esamina i rischi e le opportunità del progressivo "riaccentramento" dello scrutinio di costituzionalità. Lungi dal configurarsi come un atto ostile verso il principio di apertura della Costituzione o verso il primato del diritto dell'Unione europea, tale evoluzione viene valorizzata come un'opportunità per espungere con efficacia erga omnes le norme interne incompatibili, invitando a ripensare l'architettura istituzionale e la teoria delle fonti dinanzi alle sfide del pluralismo giuridico contemporaneo.| File | Dimensione | Formato | |
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