Il contributo analizza il ruolo dell’intelligenza artificiale (IA) nelle esperienze di tempo libero dei giovani con disabilità, con particolare riferimento a sport e turismo, proponendo un modello teorico articolato in quattro dimensioni: progettazione, adattamento, autonomia e partecipazione. L’IA è interpretata come dispositivo socio-tecnico capace di mediare tra individuo e ambiente, contribuendo alla rimozione delle barriere ma anche alla costruzione di esperienze personalizzate e inclusive. Il contributo integra prospettive provenienti da studi sociologici sulla disabilità, sui giovani e su scienza e tecnologia, evidenziando le tensioni tra soluzioni assistive e trasformazioni strutturali (universal design), così come il ruolo attivo dei giovani nella co-creazione di pratiche digitali e culturali. Attraverso casi studio e applicazioni concrete, l’articolo evidenzia come l’IA possa rafforzare l’autonomia e la partecipazione sociale, pur sollevando criticità legate a etica, privacy, bias e governance. Ne emerge un paradigma dinamico e circolare dove i giovani con disabilità possano essere non sono solo destinatari ma attori e innovatori nei processi di inclusione.
L’intelligenza artificiale nel tempo libero dei giovani con disabilità: un paradigma emergente di inclusione / Bianchi, L., Zago, M.. - ELETTRONICO. - (2026), pp. 203-229.
L’intelligenza artificiale nel tempo libero dei giovani con disabilità: un paradigma emergente di inclusione
Moreno Zago
2026-01-01
Abstract
Il contributo analizza il ruolo dell’intelligenza artificiale (IA) nelle esperienze di tempo libero dei giovani con disabilità, con particolare riferimento a sport e turismo, proponendo un modello teorico articolato in quattro dimensioni: progettazione, adattamento, autonomia e partecipazione. L’IA è interpretata come dispositivo socio-tecnico capace di mediare tra individuo e ambiente, contribuendo alla rimozione delle barriere ma anche alla costruzione di esperienze personalizzate e inclusive. Il contributo integra prospettive provenienti da studi sociologici sulla disabilità, sui giovani e su scienza e tecnologia, evidenziando le tensioni tra soluzioni assistive e trasformazioni strutturali (universal design), così come il ruolo attivo dei giovani nella co-creazione di pratiche digitali e culturali. Attraverso casi studio e applicazioni concrete, l’articolo evidenzia come l’IA possa rafforzare l’autonomia e la partecipazione sociale, pur sollevando criticità legate a etica, privacy, bias e governance. Ne emerge un paradigma dinamico e circolare dove i giovani con disabilità possano essere non sono solo destinatari ma attori e innovatori nei processi di inclusione.| File | Dimensione | Formato | |
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