La ricerca indaga il rapporto tra architettura, spazio e salute mentale attraverso lo studio del concetto di soglia, inteso non soltanto come elemento fisico di separazione tra spazi, ma come condizione spaziale, relazionale e simbolica capace di mettere in discussione i confini tra interno ed esterno, individuo e collettività, cura e società. All’interno di questo quadro, lo studio approfondisce il tema della rivalutazione e valorizzazione del Parco Basaglia di Trieste, considerandone le dimensioni spaziali, storiche e sociali e interrogandosi sul ruolo che l’architettura può assumere nella trasformazione dei luoghi legati alla storia della psichiatria in spazi di relazione, incontro, partecipazione e memoria collettiva. Attraverso il coinvolgimento di utenti, operatori e cittadini in attività condivise, la ricerca interpreta il museo e il paesaggio del Parco come laboratori di cittadinanza attiva e dispositivi di empatia, nei quali somiglianze e differenze possono incontrarsi e contribuire alla costruzione di una società più inclusiva. L’intero percorso di ricerca intende restituire al territorio goriziano e isontino una lettura complessa del rapporto tra spazio e salute mentale, promuovendo un’idea di architettura come infrastruttura fondamentale per una cultura consapevole della cura. In questa prospettiva, il patrimonio della storia psichiatrica non viene interpretato come un passato da superare o dimenticare, ma come una risorsa critica attraverso cui comprendere il presente e immaginare nuovi futuri, più inclusivi, partecipativi e orientati alla cura.

OLTRE LA SOGLIA. Cura, memoria e narrazione della salute mentale nell’architettura / Di Prisco, M.. - ELETTRONICO. - (2026), pp. 46-51.

OLTRE LA SOGLIA. Cura, memoria e narrazione della salute mentale nell’architettura

Martina Di Prisco
2026-01-01

Abstract

La ricerca indaga il rapporto tra architettura, spazio e salute mentale attraverso lo studio del concetto di soglia, inteso non soltanto come elemento fisico di separazione tra spazi, ma come condizione spaziale, relazionale e simbolica capace di mettere in discussione i confini tra interno ed esterno, individuo e collettività, cura e società. All’interno di questo quadro, lo studio approfondisce il tema della rivalutazione e valorizzazione del Parco Basaglia di Trieste, considerandone le dimensioni spaziali, storiche e sociali e interrogandosi sul ruolo che l’architettura può assumere nella trasformazione dei luoghi legati alla storia della psichiatria in spazi di relazione, incontro, partecipazione e memoria collettiva. Attraverso il coinvolgimento di utenti, operatori e cittadini in attività condivise, la ricerca interpreta il museo e il paesaggio del Parco come laboratori di cittadinanza attiva e dispositivi di empatia, nei quali somiglianze e differenze possono incontrarsi e contribuire alla costruzione di una società più inclusiva. L’intero percorso di ricerca intende restituire al territorio goriziano e isontino una lettura complessa del rapporto tra spazio e salute mentale, promuovendo un’idea di architettura come infrastruttura fondamentale per una cultura consapevole della cura. In questa prospettiva, il patrimonio della storia psichiatrica non viene interpretato come un passato da superare o dimenticare, ma come una risorsa critica attraverso cui comprendere il presente e immaginare nuovi futuri, più inclusivi, partecipativi e orientati alla cura.
2026
978-88-5511-706-7
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.
Pubblicazioni consigliate

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11368/3144598
 Avviso

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact