Il contributo riflette criticamente sul ruolo del verde urbano e dello spazio pubblico nel dibattito contemporaneo sulla città sostenibile, interrogando le contraddizioni insite nei processi di “reintroduzione” della natura nei contesti urbanizzati. A partire dalla diffusione di modelli come la regola del 3-30-300 di Cecil Konijnendijk, il testo evidenzia come molte strategie di forestazione urbana e progettazione ecologica rischino di ridurre la vegetazione a dispositivo funzionale al benessere umano, mantenendo una visione fortemente antropocentrica dello spazio urbano. Attraverso esempi recenti e riflessioni sul rapporto tra controllo, vulnerabilità e convivenza con il vivente, il contributo propone un cambio di prospettiva: non una natura scenografica e subordinata, ma un ambiente urbano inteso come sistema dinamico, conflittuale e condiviso. In questa prospettiva, il progetto dello spazio pubblico viene interpretato come pratica capace di integrare processi ecologici, dimensione sociale e costruzione culturale del paesaggio. Il testo analizza inoltre alcune esperienze europee contemporanee — tra cui Madrid Río, Park am Gleisdreieck a Berlino e i progetti di adattamento climatico di Copenhagen — evidenziando come il paesaggio possa agire come infrastruttura ecologica, sociale e culturale. Attraverso questi casi studio emerge la necessità di un approccio progettuale più sistemico e inclusivo, capace di riconoscere la vegetazione e le altre forme di vita come attori del progetto urbano.
Il progetto dello spazio pubblico oggi / Umani, V.. - STAMPA. - 5:(2026), pp. 369-373.
Il progetto dello spazio pubblico oggi
Vittoria Umani
2026-01-01
Abstract
Il contributo riflette criticamente sul ruolo del verde urbano e dello spazio pubblico nel dibattito contemporaneo sulla città sostenibile, interrogando le contraddizioni insite nei processi di “reintroduzione” della natura nei contesti urbanizzati. A partire dalla diffusione di modelli come la regola del 3-30-300 di Cecil Konijnendijk, il testo evidenzia come molte strategie di forestazione urbana e progettazione ecologica rischino di ridurre la vegetazione a dispositivo funzionale al benessere umano, mantenendo una visione fortemente antropocentrica dello spazio urbano. Attraverso esempi recenti e riflessioni sul rapporto tra controllo, vulnerabilità e convivenza con il vivente, il contributo propone un cambio di prospettiva: non una natura scenografica e subordinata, ma un ambiente urbano inteso come sistema dinamico, conflittuale e condiviso. In questa prospettiva, il progetto dello spazio pubblico viene interpretato come pratica capace di integrare processi ecologici, dimensione sociale e costruzione culturale del paesaggio. Il testo analizza inoltre alcune esperienze europee contemporanee — tra cui Madrid Río, Park am Gleisdreieck a Berlino e i progetti di adattamento climatico di Copenhagen — evidenziando come il paesaggio possa agire come infrastruttura ecologica, sociale e culturale. Attraverso questi casi studio emerge la necessità di un approccio progettuale più sistemico e inclusivo, capace di riconoscere la vegetazione e le altre forme di vita come attori del progetto urbano.Pubblicazioni consigliate
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