Il saggio effettua una prima analisi sui processi di definizione confinaria nell’area friulana nei secoli XIII-XV, a partire da un ampio spoglio di documenti editi e inediti. La ricognizione ha condotto a individuare due fasi, che sembrano presentare caratteristiche parzialmente diverse: un periodo, che si colloca tra il Duecento e il pieno Trecento, in cui sono presenti soprattutto controversie relative alla definizione dei confini tra comunità di villaggio, in un’ottica che sembra soprattutto di affermazione dell’identità collettiva e di riconoscimento dell’ambito territoriale proprio rispetto alle comunità confinanti. Nella successiva fase, che decorre dal terzo decennio del Quattrocento, si assiste un generalizzato moltiplicarsi delle contese confinarie in generale, e di quelle tra comunità e signori in particolare. Ciò pare legato, da un lato, agli strascichi di decenni di guerre, epidemie, devastazioni e abbandoni dei coltivi che avevano stravolto il quadro insediativo nelle campagne, non meno che al cambio di sovranità istituzionale e allo scatenarsi dei processi di costruzione delle giurisdizioni territoriali da parte dei signori. Il problema delle delimitazioni confinarie assume dunque, in questo periodo, una declinazione diversa, in cui si inseriscono anche controversie “di frontiera” in senso stretto nei confronti di quelle formazioni che fanno capo a una diversa sovranità territoriale e di cui si analizza una vicenda particolare, ma assai emblematica, che riguarda le confinazioni tra Pordenone e Zoppola. Il ricco materiale processuale, esaminato su tutto l’arco cronologico considerato, permette infine di trarre qualche osservazione riguardo il ruolo degli esperti del diritto e dei testimoni nell’ambito dei processi confinari.

Dai confini dei villaggi ai confini politici: l'area friulana nel tardo medioevo, in Distinguere, separare, condividere. Confini nelle campagne dell’Italia medievale, a cura di Paola Guglielmotti

DEGRASSI, DONATA
2006

Abstract

Il saggio effettua una prima analisi sui processi di definizione confinaria nell’area friulana nei secoli XIII-XV, a partire da un ampio spoglio di documenti editi e inediti. La ricognizione ha condotto a individuare due fasi, che sembrano presentare caratteristiche parzialmente diverse: un periodo, che si colloca tra il Duecento e il pieno Trecento, in cui sono presenti soprattutto controversie relative alla definizione dei confini tra comunità di villaggio, in un’ottica che sembra soprattutto di affermazione dell’identità collettiva e di riconoscimento dell’ambito territoriale proprio rispetto alle comunità confinanti. Nella successiva fase, che decorre dal terzo decennio del Quattrocento, si assiste un generalizzato moltiplicarsi delle contese confinarie in generale, e di quelle tra comunità e signori in particolare. Ciò pare legato, da un lato, agli strascichi di decenni di guerre, epidemie, devastazioni e abbandoni dei coltivi che avevano stravolto il quadro insediativo nelle campagne, non meno che al cambio di sovranità istituzionale e allo scatenarsi dei processi di costruzione delle giurisdizioni territoriali da parte dei signori. Il problema delle delimitazioni confinarie assume dunque, in questo periodo, una declinazione diversa, in cui si inseriscono anche controversie “di frontiera” in senso stretto nei confronti di quelle formazioni che fanno capo a una diversa sovranità territoriale e di cui si analizza una vicenda particolare, ma assai emblematica, che riguarda le confinazioni tra Pordenone e Zoppola. Il ricco materiale processuale, esaminato su tutto l’arco cronologico considerato, permette infine di trarre qualche osservazione riguardo il ruolo degli esperti del diritto e dei testimoni nell’ambito dei processi confinari.
http://www.rmojs.unina.it/index.php/rm/article/view/urn%3Anbn%3Ait%3Aunina-3182
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