Fino a una ventina d’anni fa si parlava di complessità soprattutto con riferimento a due dozzine di teorie matematiche, fisiche e biologiche, sviluppate nella seconda metà dello scorso secolo e accomunate dall’uso del termine “complessità”. Successivamente l’idea di complessità ha avuto una straordinaria diffusione nelle scienze sociali, dove è stata spesso accompagnata dalla fiducia che le teorie della complessità sviluppate nelle scienze naturali avrebbero innescato una feconda svolta nello studio del mondo sociale. Nel primo paragrafo suggeriremo che, da quanto si è visto finora, questa fiducia era del tutto infondata. Nel contempo, però, sosterremo che la distinzione “semplice/complesso” svolge un ruolo di primo piano nell’analisi del metodo scientifico: infatti, la scienza può venire identificata con la ricerca della semplicità, cioè con la ricerca di semplici teorie in grado di spiegare adeguatamente la straordinaria complessità del mondo. Concentreremo poi l’attenzione sulle scienze sociali e, più specificamente, sui problemi relativi all’emergere di ordini spontanei, con particolare riguardo alla formazione ed evoluzione delle norme sociali. Dopo avere brevemente illustrato il modo in cui questi problemi vengono analizzati nell’ambito delle teorie ABM (secondo paragrafo) e delle teorie dei giochi (terzo paragrafo), suggeriremo che queste teorie soddisfano i principi dell’individualismo metodologico e forniscono una rappresentazione semplice, esplicativamente adeguata e probabilmente vera della complessità sociale (quarto paragrafo).

Giochi di società. La complessità sociale nelle teorie ABM e nelle teorie dei giochi

FESTA, Roberto
2006

Abstract

Fino a una ventina d’anni fa si parlava di complessità soprattutto con riferimento a due dozzine di teorie matematiche, fisiche e biologiche, sviluppate nella seconda metà dello scorso secolo e accomunate dall’uso del termine “complessità”. Successivamente l’idea di complessità ha avuto una straordinaria diffusione nelle scienze sociali, dove è stata spesso accompagnata dalla fiducia che le teorie della complessità sviluppate nelle scienze naturali avrebbero innescato una feconda svolta nello studio del mondo sociale. Nel primo paragrafo suggeriremo che, da quanto si è visto finora, questa fiducia era del tutto infondata. Nel contempo, però, sosterremo che la distinzione “semplice/complesso” svolge un ruolo di primo piano nell’analisi del metodo scientifico: infatti, la scienza può venire identificata con la ricerca della semplicità, cioè con la ricerca di semplici teorie in grado di spiegare adeguatamente la straordinaria complessità del mondo. Concentreremo poi l’attenzione sulle scienze sociali e, più specificamente, sui problemi relativi all’emergere di ordini spontanei, con particolare riguardo alla formazione ed evoluzione delle norme sociali. Dopo avere brevemente illustrato il modo in cui questi problemi vengono analizzati nell’ambito delle teorie ABM (secondo paragrafo) e delle teorie dei giochi (terzo paragrafo), suggeriremo che queste teorie soddisfano i principi dell’individualismo metodologico e forniscono una rappresentazione semplice, esplicativamente adeguata e probabilmente vera della complessità sociale (quarto paragrafo).
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