L’approccio chirurgico alla zona retromolare può essere attuato con diverse tecniche. Scopo del lavoro è analizzare quanto proposto in letteratura per il trattamento di tale specifica area al fine di discuterne il razionale e le conseguenti indicazioni cliniche. La chirurgia ossea è una tecnica estremamente raffinata nella quale sono richieste al clinico scrupolose analisi d’insieme che, a loro volta, vanno rapportate alle specifiche peculiarità delle aree anatomiche interessate. Chiaro esempio di ciò è il trattamento delle tasche parodontali a carico della superficie distale dell’ultimo molare. Un approccio con chirurgia a lembo può essere raccomandabile in quanto, grazie alla chiusura primaria dei lembi, risulta meno traumatico nel postoperatorio, garantendo nel contempo accesso ogni qualvolta sia prevista una correzione della morfologia ossea. Le caratteristiche anatomiche dell’area retromolare, con gli specifici vincoli sia al disegno incisionale sia al corretto adagiamento finale, hanno portato allo sviluppo di molteplici tecnicismi che dipendono dallo spazio esistente, dalla profondità di tasca, dalla presenza e tipologia del difetto osseo, dalla presenza/assenza del terzo molare e dal tipo di tessuto molle presente (più o meno cheratinizzato). La combinazione di questi parametri richiederà una scelta clinica finalizzata all’eliminazione della tasca parodontale.

Il cuneo distale retromolare: tecniche chirurgiche a confronto

CHECCHI, Vittorio
2013

Abstract

L’approccio chirurgico alla zona retromolare può essere attuato con diverse tecniche. Scopo del lavoro è analizzare quanto proposto in letteratura per il trattamento di tale specifica area al fine di discuterne il razionale e le conseguenti indicazioni cliniche. La chirurgia ossea è una tecnica estremamente raffinata nella quale sono richieste al clinico scrupolose analisi d’insieme che, a loro volta, vanno rapportate alle specifiche peculiarità delle aree anatomiche interessate. Chiaro esempio di ciò è il trattamento delle tasche parodontali a carico della superficie distale dell’ultimo molare. Un approccio con chirurgia a lembo può essere raccomandabile in quanto, grazie alla chiusura primaria dei lembi, risulta meno traumatico nel postoperatorio, garantendo nel contempo accesso ogni qualvolta sia prevista una correzione della morfologia ossea. Le caratteristiche anatomiche dell’area retromolare, con gli specifici vincoli sia al disegno incisionale sia al corretto adagiamento finale, hanno portato allo sviluppo di molteplici tecnicismi che dipendono dallo spazio esistente, dalla profondità di tasca, dalla presenza e tipologia del difetto osseo, dalla presenza/assenza del terzo molare e dal tipo di tessuto molle presente (più o meno cheratinizzato). La combinazione di questi parametri richiederà una scelta clinica finalizzata all’eliminazione della tasca parodontale.
http://www.dentalcadmos.com/article/S0011-8524%2813%2970039-4/fulltext
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