Nomina sunt substantia rerum. Questa massima della filosofia scolastica sembra par- ticolarmente adatta a riassumere il rapporto cartografico tra Venezia e il suo Golfo ouero Mare Adriatico. Infatti, fin dall’antichità la storia di queste due entità si sovrappone e l’Adriatico assume il ruolo di realtà di compresenza investita da interessi economici, politici, sociali e culturali dai quali prendono forma una grande messe di documenti iconografici. La Repubblica di Venezia, tra il XVI e il XVIII secolo, trovandosi a gestire politicamente ed economicamente territori vicini e dominando con la supremazia commerciale terre lontane ha l’esigenza di fabbricare carte che assolvano a diverse funzioni. Il documento cartografico diviene pertanto non solo strumento di gestione e pianificazione territoriale ma anche simbolo della sua grandezza e del suo potere. Il contributo si propone di fornire una breve riflessione sulla produzione cartografica veneziana attraverso alcuni documenti storici redatti tra i secoli XVI e XVIII, riservando particolare attenzione alle differenti fisionomie che questi assunsero, in relazione ai contesti culturali, alle situazioni politiche, alle necessità economiche, agli interessi legati alla navigazione, al controllo e alla gestione di specifici ambiti territoriali, nonché alla definizione di nuovi assetti urbani. La produzione cartografica veneziana annovera, infatti, varie tipologie iconografiche che spaziano dalle carte nautiche a quelle territoriali, politiche, amministrative, economiche, microareali, ciascuna idonea ad assolvere in varia misura le molteplici funzioni dello Stato.

Lo stato della cartografia veneziana tra XVI e XVIII secolo: emblema di potere e strumento di pianificazione territoriale

SELVA, ORIETTA
2013

Abstract

Nomina sunt substantia rerum. Questa massima della filosofia scolastica sembra par- ticolarmente adatta a riassumere il rapporto cartografico tra Venezia e il suo Golfo ouero Mare Adriatico. Infatti, fin dall’antichità la storia di queste due entità si sovrappone e l’Adriatico assume il ruolo di realtà di compresenza investita da interessi economici, politici, sociali e culturali dai quali prendono forma una grande messe di documenti iconografici. La Repubblica di Venezia, tra il XVI e il XVIII secolo, trovandosi a gestire politicamente ed economicamente territori vicini e dominando con la supremazia commerciale terre lontane ha l’esigenza di fabbricare carte che assolvano a diverse funzioni. Il documento cartografico diviene pertanto non solo strumento di gestione e pianificazione territoriale ma anche simbolo della sua grandezza e del suo potere. Il contributo si propone di fornire una breve riflessione sulla produzione cartografica veneziana attraverso alcuni documenti storici redatti tra i secoli XVI e XVIII, riservando particolare attenzione alle differenti fisionomie che questi assunsero, in relazione ai contesti culturali, alle situazioni politiche, alle necessità economiche, agli interessi legati alla navigazione, al controllo e alla gestione di specifici ambiti territoriali, nonché alla definizione di nuovi assetti urbani. La produzione cartografica veneziana annovera, infatti, varie tipologie iconografiche che spaziano dalle carte nautiche a quelle territoriali, politiche, amministrative, economiche, microareali, ciascuna idonea ad assolvere in varia misura le molteplici funzioni dello Stato.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11368/2705841
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