Nella seconda metà del XVIII secolo, a Trieste, l'irrobustirsi del dominio dell'imperatrice Maria Teresa d'Asburgo si accompagnò a una più puntuale e continua presenza dello stato. Tale presenza si concretizzò anche nell'emanazione di una copiosa serie di norme che avevano l'obiettivo di regolare molti aspetti del sistema economico della città e controllare le strategie di elusione e le frodi messe in campo dai negozianti radicati in città. Questo avvenne nel quadro di un acuto conflitto in atto per l'appropriazione dei proventi del commercio. Un conflitto di cui furono attori principali la corte di Vienna, la burocrazia asburgica, gli interessi economici localizzati nelle diverse aree dell'Impero, i protagonisti del sistema daziario e dei traffici commerciali e i negozianti di Trieste. Così, attorno alle norme e nelle dense e complesse relazioni tra queste e le frodi, nel corso di un confronto quotidiano si affermavano gli interessi, si definivano e interpretavano le fonti e le norme e i loro meccanismi ed esiti e si costruivano le narrazioni della "pubblica felicità".

"La segretezza degli affari suoi". Commerci, regole e reati a Trieste nella seconda metà del Settecento

ANDREOZZI, DANIELE
2013

Abstract

Nella seconda metà del XVIII secolo, a Trieste, l'irrobustirsi del dominio dell'imperatrice Maria Teresa d'Asburgo si accompagnò a una più puntuale e continua presenza dello stato. Tale presenza si concretizzò anche nell'emanazione di una copiosa serie di norme che avevano l'obiettivo di regolare molti aspetti del sistema economico della città e controllare le strategie di elusione e le frodi messe in campo dai negozianti radicati in città. Questo avvenne nel quadro di un acuto conflitto in atto per l'appropriazione dei proventi del commercio. Un conflitto di cui furono attori principali la corte di Vienna, la burocrazia asburgica, gli interessi economici localizzati nelle diverse aree dell'Impero, i protagonisti del sistema daziario e dei traffici commerciali e i negozianti di Trieste. Così, attorno alle norme e nelle dense e complesse relazioni tra queste e le frodi, nel corso di un confronto quotidiano si affermavano gli interessi, si definivano e interpretavano le fonti e le norme e i loro meccanismi ed esiti e si costruivano le narrazioni della "pubblica felicità".
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