Le microalghe sono dei microrganismi presenti in tutti gli ecosistemi terrestri, e in grado di adattarsi a diverse condizioni ambientali. Grazie alla presenza di clorofilla assorbono la luce solare, assimilano l’anidride carbonica dall’aria e i nutrienti dagli habitat acquatici per poi produrre lipidi, proteine e carboidrati. La loro potenzialità è quindi legata sia alla biomitagazione della CO2 sia alla produzione di biocarburanti. Nella prima parte introduttiva del lavoro viene esaminato il tema delle tecniche di coltivazione delle alghe a fini energetici, sottolineandone i principali vantaggi, quali l’alta produttività, l’elevata velocità di crescita, l’assenza di competitività col settore alimentare, l’utilizzo di terreni marginali, la produzione combinata (accanto ai biocarburanti si possono ottenere molti composti di interesse industriale, quali prodotti farmaceutici, mangimi, cosmetici...) ed evidenziando nel contempo le criticità ancora presenti. Nella seconda parte vengono riportati i risultati di uno studio preliminare che ha preso in esame una specie autoctona del Golfo di Trieste, Pleurochrysis cf. pseudoroscoffensis. I primi dati evidenziano un possibile utilizzo di tale microalga per l’assorbimento della CO2, laddove non sembra particolarmente adatta alla produzione di biocarburanti.

Le biomasse microalgali: biomitigazione della CO2 e produzione di biocarburanti: uno studio preliminare su Pleurochrysis cf. Pseudoroscoffensis

BOGONI, PAOLO;PROCIDA, GIUSEPPE
2014

Abstract

Le microalghe sono dei microrganismi presenti in tutti gli ecosistemi terrestri, e in grado di adattarsi a diverse condizioni ambientali. Grazie alla presenza di clorofilla assorbono la luce solare, assimilano l’anidride carbonica dall’aria e i nutrienti dagli habitat acquatici per poi produrre lipidi, proteine e carboidrati. La loro potenzialità è quindi legata sia alla biomitagazione della CO2 sia alla produzione di biocarburanti. Nella prima parte introduttiva del lavoro viene esaminato il tema delle tecniche di coltivazione delle alghe a fini energetici, sottolineandone i principali vantaggi, quali l’alta produttività, l’elevata velocità di crescita, l’assenza di competitività col settore alimentare, l’utilizzo di terreni marginali, la produzione combinata (accanto ai biocarburanti si possono ottenere molti composti di interesse industriale, quali prodotti farmaceutici, mangimi, cosmetici...) ed evidenziando nel contempo le criticità ancora presenti. Nella seconda parte vengono riportati i risultati di uno studio preliminare che ha preso in esame una specie autoctona del Golfo di Trieste, Pleurochrysis cf. pseudoroscoffensis. I primi dati evidenziano un possibile utilizzo di tale microalga per l’assorbimento della CO2, laddove non sembra particolarmente adatta alla produzione di biocarburanti.
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