A causa del quadro congiunturale dell’economia italiana e degli effetti delle misure di riequilibrio strutturale dei conti pubblici le politiche in materia di attività culturali, da alcuni anni, sprofondano in una spirale economica caratterizzata dalla progressiva riduzione degli stanziamenti. Di fronte al crollo dell’intervento pubblico si evoca il contributo dei privati. Il d.l. n. 83/2014 conv. con mod. dalla l. 29 luglio 2014, n. 106, all’art. 1 introduce l’ART-BONUS che è uno strumento di agevolazione-incentivazione fiscale per i privati e le imprese che effettuano erogazioni liberali in denaro per interventi a favore della cultura, delle fondazioni lirico-sinfoniche e dello spettacolo. Questo strumento surroga i finanziamenti pubblici e piega la via tributaria a fini extrafiscali, in linea con le moderne concezioni dello Stato interventista e della finanza funzionale. In tal modo il dovere di contribuzione dei consociati assume per una quota della loro contribuzione tributaria un connotato partecipativo alla gestione del bene pubblico, nello specifico del bene cultura, portando in rilievo vari interessi economici e/o sociali di rango costituzionale.

ART-BONUS: strumento partecipativo alla gestione del bene pubblico

CRISMANI, ANDREA
2014

Abstract

A causa del quadro congiunturale dell’economia italiana e degli effetti delle misure di riequilibrio strutturale dei conti pubblici le politiche in materia di attività culturali, da alcuni anni, sprofondano in una spirale economica caratterizzata dalla progressiva riduzione degli stanziamenti. Di fronte al crollo dell’intervento pubblico si evoca il contributo dei privati. Il d.l. n. 83/2014 conv. con mod. dalla l. 29 luglio 2014, n. 106, all’art. 1 introduce l’ART-BONUS che è uno strumento di agevolazione-incentivazione fiscale per i privati e le imprese che effettuano erogazioni liberali in denaro per interventi a favore della cultura, delle fondazioni lirico-sinfoniche e dello spettacolo. Questo strumento surroga i finanziamenti pubblici e piega la via tributaria a fini extrafiscali, in linea con le moderne concezioni dello Stato interventista e della finanza funzionale. In tal modo il dovere di contribuzione dei consociati assume per una quota della loro contribuzione tributaria un connotato partecipativo alla gestione del bene pubblico, nello specifico del bene cultura, portando in rilievo vari interessi economici e/o sociali di rango costituzionale.
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