La tecnologia Balloon Mapping è una metodologia di fotogrammetria aerea che permette di acquisire immagini remote da pallone aerostatico. In un progetto di ricerca del Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università di Trieste si intendono valutare potenzialità e limiti di questa tecnologia in un mercato che vede ormai predominare l'utilizzo degli aeromobili a pilotaggio remoto, più comunemente noti come droni. Filo leggero ad elevata resistenza alla trazione e una comune macchina fotografica digitale dotata di GPS, vincolata con un montante al pallone aerostatico ad elio, sono le semplici componenti del vettore utilizzato per acquisire le immagini. Una volta selezionate quelle con minore distorsione geometrica, le stesse vengono 'georiferite' utilizzando una piattaforma online per la mosaicatura di immagini: 'Map Knitter'. La carta ad elevatissima risoluzione spaziale relativa ad un sito archeologico del Carso triestino è stata successivamente analizzata con il software MapAnalyst per definirne gli'errori interni' (distorsione e rotazione). Costo del gas elio, distorsioni delle immagini, impossibilità di utilizzare il vettore in condizioni di vento minime o in prossimità di elettrodotti sono alcuni dei limiti più rilevanti della tecnologia che, però, apre potenzialità per il monitoraggio in continuo su un periodo di tempo più lungo (ad esempio,una giornata) di spazi geografici come piazze, aree inquinate, siti archeologici lagunari, ecc.

Strumenti per una cartografia ‘attiva’: il balloon mapping. Limiti e potenzialità in un progetto di ricerca a Trieste

MAURO, GIOVANNI
2014

Abstract

La tecnologia Balloon Mapping è una metodologia di fotogrammetria aerea che permette di acquisire immagini remote da pallone aerostatico. In un progetto di ricerca del Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università di Trieste si intendono valutare potenzialità e limiti di questa tecnologia in un mercato che vede ormai predominare l'utilizzo degli aeromobili a pilotaggio remoto, più comunemente noti come droni. Filo leggero ad elevata resistenza alla trazione e una comune macchina fotografica digitale dotata di GPS, vincolata con un montante al pallone aerostatico ad elio, sono le semplici componenti del vettore utilizzato per acquisire le immagini. Una volta selezionate quelle con minore distorsione geometrica, le stesse vengono 'georiferite' utilizzando una piattaforma online per la mosaicatura di immagini: 'Map Knitter'. La carta ad elevatissima risoluzione spaziale relativa ad un sito archeologico del Carso triestino è stata successivamente analizzata con il software MapAnalyst per definirne gli'errori interni' (distorsione e rotazione). Costo del gas elio, distorsioni delle immagini, impossibilità di utilizzare il vettore in condizioni di vento minime o in prossimità di elettrodotti sono alcuni dei limiti più rilevanti della tecnologia che, però, apre potenzialità per il monitoraggio in continuo su un periodo di tempo più lungo (ad esempio,una giornata) di spazi geografici come piazze, aree inquinate, siti archeologici lagunari, ecc.
http://www.openstarts.units.it/dspace/handle/10077/10371
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