Perequazione, compensazione, premialità sono termini che, seppure con confini ancora vaghi, ormai da tempo animano il dibattito disciplinare. Orientati dalla volontà di contribuire alla realizzazione di dotazioni e beni pubblici superando il ricorso all’esproprio e coinvolgendo attivamente le risorse economiche e fondiarie dei privati, questi istituti hanno supportato l’ampliamento e la revisione di quell’apparato di tecniche urbanistiche che costituisce la cassetta degli attrezzi del nostro operare quotidiano (Stanghellini, 2013). Ciò nonostante, ricondurre la riflessione alla sola dimensione degli strumenti appare quanto mai riduttivo. I modi di impiegare e declinare questi apparati non possono essere infatti scissi da posizioni valoriali e approcci al fare urbanistica di portata ben più ampia. Traendo spunto da un’esperienza concreta di pianificazione in atto a Trieste, in cui il ricorso a crediti edilizi è orientato a incentivare la riqualificazione energetica di specifiche parti di città, intento di queste note è riflettere sugli impatti che l’utilizzo di simili dispositivi può avere sulla concezione del Piano urbanistico, sui modi di governare le trasformazioni del territorio e sui rapporti tra attori pubblici e privati che tali modi sottendono.

I crediti edilizi come strumento di rigenerazione della città esistente

MARCHIGIANI, ELENA
2015

Abstract

Perequazione, compensazione, premialità sono termini che, seppure con confini ancora vaghi, ormai da tempo animano il dibattito disciplinare. Orientati dalla volontà di contribuire alla realizzazione di dotazioni e beni pubblici superando il ricorso all’esproprio e coinvolgendo attivamente le risorse economiche e fondiarie dei privati, questi istituti hanno supportato l’ampliamento e la revisione di quell’apparato di tecniche urbanistiche che costituisce la cassetta degli attrezzi del nostro operare quotidiano (Stanghellini, 2013). Ciò nonostante, ricondurre la riflessione alla sola dimensione degli strumenti appare quanto mai riduttivo. I modi di impiegare e declinare questi apparati non possono essere infatti scissi da posizioni valoriali e approcci al fare urbanistica di portata ben più ampia. Traendo spunto da un’esperienza concreta di pianificazione in atto a Trieste, in cui il ricorso a crediti edilizi è orientato a incentivare la riqualificazione energetica di specifiche parti di città, intento di queste note è riflettere sugli impatti che l’utilizzo di simili dispositivi può avere sulla concezione del Piano urbanistico, sui modi di governare le trasformazioni del territorio e sui rapporti tra attori pubblici e privati che tali modi sottendono.
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