Il contributo esamina la legislazione stratificatasi nel corso degli anni sul tema dell’assegnazione e rinnovo delle concessioni demaniali a finalità turistico-ricreativa, evidenziandone il carattere alquanto frammentario e di non agevole interpretazione. In particolare, viene presa in considerazione la disciplina statale di proroga delle suddette concessioni, specie in relazione alla sua attuale conformazione, che prolunga il termine di scadenza sino al dicembre 2020: disciplina in attesa di giudizio, ad opera della Corte di giustizia dell’Unione, adita in via pregiudiziale in relazione ai profili della libertà di stabilimento, parità di trattamento, trasparenza e proporzionalità, desumibili dal Trattato, e/o dalla cd. direttiva servizi. Al fine di sottolineare l’incerta tenuta delle plurime proroghe decise dal Parlamento, si ripercorrono le tappe principali della giurisprudenza non solo europea ma anche costituzionale ed amministrativa sul principio di evidenza pubblica, valutando altresì se non siano per ipotesi ravvisabili quelle situazioni che, stando alle norme dell’Unione, valgono a giustificare temperamenti al principio del confronto competitivo fra soggetti economici aspiranti a beni pubblici, quali ad esempio l’esigenza di tutela dell’affidamento, declinata a beneficio del concessionario uscente: esigenza che peraltro sembra suscettibile di apprezzamento attraverso soluzioni che non congelino per lungo tempo l’accesso al demanio turistico-ricreativo.

La proroga ex lege delle concessioni demaniali a finalità turistico-ricreativa al vaglio della Corte di giustizia dell’Unione europea

MONEGO, DAVIDE
2015-01-01

Abstract

Il contributo esamina la legislazione stratificatasi nel corso degli anni sul tema dell’assegnazione e rinnovo delle concessioni demaniali a finalità turistico-ricreativa, evidenziandone il carattere alquanto frammentario e di non agevole interpretazione. In particolare, viene presa in considerazione la disciplina statale di proroga delle suddette concessioni, specie in relazione alla sua attuale conformazione, che prolunga il termine di scadenza sino al dicembre 2020: disciplina in attesa di giudizio, ad opera della Corte di giustizia dell’Unione, adita in via pregiudiziale in relazione ai profili della libertà di stabilimento, parità di trattamento, trasparenza e proporzionalità, desumibili dal Trattato, e/o dalla cd. direttiva servizi. Al fine di sottolineare l’incerta tenuta delle plurime proroghe decise dal Parlamento, si ripercorrono le tappe principali della giurisprudenza non solo europea ma anche costituzionale ed amministrativa sul principio di evidenza pubblica, valutando altresì se non siano per ipotesi ravvisabili quelle situazioni che, stando alle norme dell’Unione, valgono a giustificare temperamenti al principio del confronto competitivo fra soggetti economici aspiranti a beni pubblici, quali ad esempio l’esigenza di tutela dell’affidamento, declinata a beneficio del concessionario uscente: esigenza che peraltro sembra suscettibile di apprezzamento attraverso soluzioni che non congelino per lungo tempo l’accesso al demanio turistico-ricreativo.
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