The comparison of experiences carried out in different areas of Northern Italy has allowed to evaluate potentialities and limits of direct and indirect indicators of pastoralism. In the Trieste Karst prehistoric pastoralism was focused on in the late ’90s by geo-archaeological studies of cave deposits, based on sedimentological and soil micromorphological analyses of samples collected in previous excavations; further evidence was then found essentially by reviewing old data. In the eastern and north-eastern part of Friuli Venezia Giulia, a similar situation of absence of new fi eldwork suggested the adoption of a similar approach, integrated by a specifi c attention to ethnography, through interviews to the few shepherds still active in the area. Ethnography has played an even more important role in the interdisciplinary fi eld investigations carried out since the ‘80s in Veneto, in particular in the Lessini highlands, where hundreds of abandoned pastoral buildings were detected, and in the Po lowland where the last shepherds were interviewed . Soil chemistry has also proved to be effective in the Veneto experience. Il confronto fra le esperienze maturate in due aree distinte del Nord Italia ha permesso di considerare potenzialità e limiti degli indicatori diretti e indiretti delle attività pastorali. Per il Carso triestino gli studi sulla pastorizia preistorica sono iniziati sul fi nire degli anni ‘90, con un approccio geoarcheologico basato su analisi sedimentologiche e micromorfologiche di campioni di suolo prelevati durante lo scavo di alcune grotte. Ulteriori indicatori sono stati dedotti principalmente da dati pregressi. Nella parte orientale e nordorientale del Friuli Venezia Giulia, una situazione simile di mancanza di scavi in anni recenti, ha spinto verso l’adozione di un approccio simile, integrando anche i dati etnografi ci, tramite le interviste ai pochi pastori ancora attivi nell’area. L’etnografi a ha giocato un ruolo ancor più importante nelle indagini di campo interdisciplinari condotte in Veneto a partire dagli anni ‘80, specialmente negli alti pascoli dei Lessini, dove sono state individuate centinaia di strutture pastorali abbandonate, e nella bassa pianura padana, dove sono stati intervistati gli ultimi pastori di ovini. Anche l’analisi chimica dei suoli si è dimostrata effi cace nell’esperienza veneta.

How to identify pastoralism in Prehistory? Some hints from recent studies in Veneto and Friuli Venezia Giulia.

MONTAGNARI, EMANUELA;BOSCAROL, CHIARA
2015

Abstract

The comparison of experiences carried out in different areas of Northern Italy has allowed to evaluate potentialities and limits of direct and indirect indicators of pastoralism. In the Trieste Karst prehistoric pastoralism was focused on in the late ’90s by geo-archaeological studies of cave deposits, based on sedimentological and soil micromorphological analyses of samples collected in previous excavations; further evidence was then found essentially by reviewing old data. In the eastern and north-eastern part of Friuli Venezia Giulia, a similar situation of absence of new fi eldwork suggested the adoption of a similar approach, integrated by a specifi c attention to ethnography, through interviews to the few shepherds still active in the area. Ethnography has played an even more important role in the interdisciplinary fi eld investigations carried out since the ‘80s in Veneto, in particular in the Lessini highlands, where hundreds of abandoned pastoral buildings were detected, and in the Po lowland where the last shepherds were interviewed . Soil chemistry has also proved to be effective in the Veneto experience. Il confronto fra le esperienze maturate in due aree distinte del Nord Italia ha permesso di considerare potenzialità e limiti degli indicatori diretti e indiretti delle attività pastorali. Per il Carso triestino gli studi sulla pastorizia preistorica sono iniziati sul fi nire degli anni ‘90, con un approccio geoarcheologico basato su analisi sedimentologiche e micromorfologiche di campioni di suolo prelevati durante lo scavo di alcune grotte. Ulteriori indicatori sono stati dedotti principalmente da dati pregressi. Nella parte orientale e nordorientale del Friuli Venezia Giulia, una situazione simile di mancanza di scavi in anni recenti, ha spinto verso l’adozione di un approccio simile, integrando anche i dati etnografi ci, tramite le interviste ai pochi pastori ancora attivi nell’area. L’etnografi a ha giocato un ruolo ancor più importante nelle indagini di campo interdisciplinari condotte in Veneto a partire dagli anni ‘80, specialmente negli alti pascoli dei Lessini, dove sono state individuate centinaia di strutture pastorali abbandonate, e nella bassa pianura padana, dove sono stati intervistati gli ultimi pastori di ovini. Anche l’analisi chimica dei suoli si è dimostrata effi cace nell’esperienza veneta.
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