L'articolo - dopo aver ricostruito il sistema delle tutele previste dalla legge per i genitori liberi professionisti, alla luce della riforma operata nel 2015 nel quadro del c.d. "Jobs Act" - commenta una recente sentenza della Corte di Cassazione (sez. lav., 2 maggio 2016, n. 8594), che è intervenuta in tema di diritti del padre libero professionista negando che alla decisione della Consulta n. 385/2005 possa riconoscersi una precettività "auto-applicativa" e ribadendo l'esclusione dei padri professionisti dalla possibilità di fruire dell'indennità di maternità, riservata alle professioniste madri, al di fuori dei pochi casi espressamente previsti. L'A. osserva come non abbiano trovato accoglimento precedenti sollecitazioni in materia avanzate dalla giurisprudenza di merito e dalla dottrina e rileva la contraddizione tra tale atteggiamento della Suprema Corte e la recente introduzione nel nostro ordinamento di un congedo di paternità - sia pure per i soli lavoratori dipendenti - che riconosce l'autonomia di una genitorialità paterna egualmente meritevole di tutela e non appiattita sulla figura e sul ruolo (non solo biologico) della madre.

Indennità di maternità e diritti del padre avvocato

NUNIN, ROBERTA
2016

Abstract

L'articolo - dopo aver ricostruito il sistema delle tutele previste dalla legge per i genitori liberi professionisti, alla luce della riforma operata nel 2015 nel quadro del c.d. "Jobs Act" - commenta una recente sentenza della Corte di Cassazione (sez. lav., 2 maggio 2016, n. 8594), che è intervenuta in tema di diritti del padre libero professionista negando che alla decisione della Consulta n. 385/2005 possa riconoscersi una precettività "auto-applicativa" e ribadendo l'esclusione dei padri professionisti dalla possibilità di fruire dell'indennità di maternità, riservata alle professioniste madri, al di fuori dei pochi casi espressamente previsti. L'A. osserva come non abbiano trovato accoglimento precedenti sollecitazioni in materia avanzate dalla giurisprudenza di merito e dalla dottrina e rileva la contraddizione tra tale atteggiamento della Suprema Corte e la recente introduzione nel nostro ordinamento di un congedo di paternità - sia pure per i soli lavoratori dipendenti - che riconosce l'autonomia di una genitorialità paterna egualmente meritevole di tutela e non appiattita sulla figura e sul ruolo (non solo biologico) della madre.
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