Prendendo lo spunto da un volume collettaneo di saggi che venticinque tra allievi e collaboratori hanno dedicato a Pietro Gibellini in occasione del suo settantesimo compleanno, l’articolo passa in rassegna alcuni dei molti temi su cui lo studioso ha concentrato la sua lunga carriera di ricercatore. I saggi della miscellanea vertono in buona parte su scrittori studiati da Gibellini e si concentrano soprattutto sulla letteratura moderna e contemporanea seguendo alcune direttrici principali: una ha il fulcro in Giuseppe Gioachino Belli e riguarda la poesia in dialetto dell’Otto e del Novecento; la seconda ha al centro un altro autore molto studiato da Gibellini, Gabriele d’Annunzio, e si allarga a comprendere i suoi modelli ed emuli, come Carducci e Pascoli, e i suoi eredi novecenteschi; una terza via battuta spesso dallo studioso è quella della letteratura lombarda da Parini a Gadda, passando per lo snodo cruciale di Manzoni. Alcuni saggi della miscellanea affrontano figure ignorate dagli studi del dedicatario, tuttavia i più trattano, spesso in modo innovativo, di autori e opere presenti nella copiosa bibliografia dello studioso, senza peraltro esaurirne la ricchezza quanto alle epoche sondate e ai metodi praticati, che sono basati soprattutto sull’interazione tra filologia ed ermeneutica. Chiude il volume un prezioso contributo dovuto alla penna dello stesso Gibellini: una prosa memoriale dedicata ai suoi indimenticati maestri: i tre docenti dell’Università di Pavia Dante Isella, Cesare Segre e Maria Corti, e, ultimo non ultimo, Gianfranco Contini.

Filologia ed ermeneutica nella lezione di Pietro Gibellini e nella sua scuola. A proposito di una miscellanea di studi

PIRAS, TIZIANA
2016

Abstract

Prendendo lo spunto da un volume collettaneo di saggi che venticinque tra allievi e collaboratori hanno dedicato a Pietro Gibellini in occasione del suo settantesimo compleanno, l’articolo passa in rassegna alcuni dei molti temi su cui lo studioso ha concentrato la sua lunga carriera di ricercatore. I saggi della miscellanea vertono in buona parte su scrittori studiati da Gibellini e si concentrano soprattutto sulla letteratura moderna e contemporanea seguendo alcune direttrici principali: una ha il fulcro in Giuseppe Gioachino Belli e riguarda la poesia in dialetto dell’Otto e del Novecento; la seconda ha al centro un altro autore molto studiato da Gibellini, Gabriele d’Annunzio, e si allarga a comprendere i suoi modelli ed emuli, come Carducci e Pascoli, e i suoi eredi novecenteschi; una terza via battuta spesso dallo studioso è quella della letteratura lombarda da Parini a Gadda, passando per lo snodo cruciale di Manzoni. Alcuni saggi della miscellanea affrontano figure ignorate dagli studi del dedicatario, tuttavia i più trattano, spesso in modo innovativo, di autori e opere presenti nella copiosa bibliografia dello studioso, senza peraltro esaurirne la ricchezza quanto alle epoche sondate e ai metodi praticati, che sono basati soprattutto sull’interazione tra filologia ed ermeneutica. Chiude il volume un prezioso contributo dovuto alla penna dello stesso Gibellini: una prosa memoriale dedicata ai suoi indimenticati maestri: i tre docenti dell’Università di Pavia Dante Isella, Cesare Segre e Maria Corti, e, ultimo non ultimo, Gianfranco Contini.
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