The analysis is focused on the issues concerning the equilibrium between different levels of values, that is characteristic of the verification of the truth in the criminal law system, and the underlining issues regarding the study of the balance between the need of verification and defence of civil liberty namely “garantismo”. The whole study has been developed in relation to the more recent reforms that have both material and procedural nature. In the first chapter insights of meta-juridical sense, regarding specifically the notion of truth, have been scrutinized. The second and third chapter concern some aspects of the verification of the truth analyzed from the material point of view: the criminal law system that guarantees the administration of the justice, in particular the crimes regarding misrepresentation and the effect of consent due to correction. From hereon the procedural viewpoint has been adopted building on the attempt to determine if and how much the verification of the truth can be considered the ultimate object of the criminal proceeding. Consequently, the analysis has been focused on the different methodologies that enable the verification of the truth – being such methodologies connected to the specific procedural pattern. Specifically, the sense of the right to a trial in the criminal law has been studied, in order to clarify its availability by the defendant. Eventually, the different regulatory patterns related to the so called consent availability have been analyzed in connection with the current reforms, both material and procedural, with reference to the link of such patterns with the actual willingness to diminish the burden acting on the juridical system that is not able to sustain. In brief, the balance between defence and repression has been examined in depth. Such dispute is generated both in the material sense, connected to the criminal offences, and in the procedural side that is linked to the principle of the availability of the proof (with some limitations) but also to the verification of the truth as the final purpose of the criminal trial. Of course, all the dissertation must be set in the frame of the improvement of the efficiency of the Italian criminal law system that today has become mandatory.

L’attenzione è stata rivolta, in particolare, al continuo bilanciamento di valori che caratterizza l’accertamento della verità nel sistema penale e alle problematiche sottese alla continua ricerca di un equilibrio fra necessità di accertamento e garantismo. Il tutto è stato poi messo in relazione alle ultime riforme, di carattere sia sostanziale che processuale. Il primo capitolo sarà dedicato all’approfondimento di questioni metagiuridiche riguardanti il concetto di verità. Il secondo e il terzo capitolo riguarderanno gli aspetti sostanziali inerenti alla ricerca della verità: da un lato il sistema dei reati a tutela dell’Amministrazione della Giustizia, in particolare quelli concernenti le false dichiarazioni, e dall’altro l’operare della causa di non punibilità della ritrattazione. Verrà poi affrontato l’aspetto processuale della questione, tentando in primo luogo di stabilire se e in che misura la ricerca della verità possa essere considerata il fine cui tende il processo penale. In secondo luogo saranno analizzate le modalità (strettamente connesse al modello processuale) attraverso le quali si realizza l’accertamento della verità. In particolare sarà analizzata la natura del diritto alla prova in ambito penale, con l’obiettivo di comprendere se quest’ultimo possa ritenersi appartenere alla disponibilità dell’imputato. Da ultimo si procederà all’analisi degli istituti riguardanti il diritto c.d. premiale e della non punibilità, anche in connessione con le ultime riforme, sia sostanziali che processuali, con particolare riferimento alle connessioni di questi istituti con le logiche deflattive. L’accertamento della verità si traduce, infatti, un notevole costo in termini di attività processuale che, forse, l’attuale sistema penale non è in grado di sostenere. Il tema di ricerca affrontato riguarda, in sintesi, il difficile bilanciamento di valori fra istanze garantiste e esigenze repressive. Tale potenziale conflitto emerge sia riguardo a profili sostanziali, inerenti al microsistema dei reati contro l’amministrazione della giustizia, sia riguardo a profili processuali, inerenti al principio della disponibilità della prova (seppur con dei limiti) ma anche all’accertamento della verità quale fine del processo penale. Il tutto va infine raccordato alla questione concernente le insopprimibili esigenze deflattive che prepotentemente emergono nel sistema penale italiano.

La tutela penale della verità. Effettività e bilanciamento di interessi.

MONTARULI, ELEONORA
2016-04-15

Abstract

L’attenzione è stata rivolta, in particolare, al continuo bilanciamento di valori che caratterizza l’accertamento della verità nel sistema penale e alle problematiche sottese alla continua ricerca di un equilibrio fra necessità di accertamento e garantismo. Il tutto è stato poi messo in relazione alle ultime riforme, di carattere sia sostanziale che processuale. Il primo capitolo sarà dedicato all’approfondimento di questioni metagiuridiche riguardanti il concetto di verità. Il secondo e il terzo capitolo riguarderanno gli aspetti sostanziali inerenti alla ricerca della verità: da un lato il sistema dei reati a tutela dell’Amministrazione della Giustizia, in particolare quelli concernenti le false dichiarazioni, e dall’altro l’operare della causa di non punibilità della ritrattazione. Verrà poi affrontato l’aspetto processuale della questione, tentando in primo luogo di stabilire se e in che misura la ricerca della verità possa essere considerata il fine cui tende il processo penale. In secondo luogo saranno analizzate le modalità (strettamente connesse al modello processuale) attraverso le quali si realizza l’accertamento della verità. In particolare sarà analizzata la natura del diritto alla prova in ambito penale, con l’obiettivo di comprendere se quest’ultimo possa ritenersi appartenere alla disponibilità dell’imputato. Da ultimo si procederà all’analisi degli istituti riguardanti il diritto c.d. premiale e della non punibilità, anche in connessione con le ultime riforme, sia sostanziali che processuali, con particolare riferimento alle connessioni di questi istituti con le logiche deflattive. L’accertamento della verità si traduce, infatti, un notevole costo in termini di attività processuale che, forse, l’attuale sistema penale non è in grado di sostenere. Il tema di ricerca affrontato riguarda, in sintesi, il difficile bilanciamento di valori fra istanze garantiste e esigenze repressive. Tale potenziale conflitto emerge sia riguardo a profili sostanziali, inerenti al microsistema dei reati contro l’amministrazione della giustizia, sia riguardo a profili processuali, inerenti al principio della disponibilità della prova (seppur con dei limiti) ma anche all’accertamento della verità quale fine del processo penale. Il tutto va infine raccordato alla questione concernente le insopprimibili esigenze deflattive che prepotentemente emergono nel sistema penale italiano.
BARBIERI, MARIA CRISTINA
27
2013/2014
Settore IUS/16 - Diritto Processuale Penale
Università degli Studi di Trieste
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11368/2908026
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