La letteratura per l’infanzia è ambigua e contraddittoria così come lo è la critica che se ne occupa. Ambigua perché la letteratura per l’infanzia mette in relazione due concetti, quello di letteratura e quello di infanzia, e non sempre è chiaro ciò che, di volta in volta, si intende per letteratura, per infanzia e per letteratura per l’infanzia. Contraddittoria perché, nonostante il settore dei libri che si rivolgono all’infanzia sia tra quelli più produttivi all’interno del mercato editoriale, la letteratura per l’infanzia continua a soffrire di una serie di pregiudizi che la identificano come letteratura troppo semplice, mediocre, in ogni caso diversa da quella letteratura che si suppone “per adulti” e che non ha bisogno di specificare il proprio pubblico. Nell’editoria, il vero e proprio spartiacque, ciò che ha cambiato non solo la percezione del libro per bambini/e tra il pubblico, ma anche la consapevolezza degli editori e delle editrici del suo potenziale successo è stato Harry Potter. Ma se il successo di Harry Potter ha cambiato la percezione della letteratura per l’infanzia nel pubblico e nelle case editrici, non altrettanto sembra essere accaduto agli studi letterari che continuano a essere piuttosto scettici nei confronti della letteratura per l’infanzia e del suo statuto letterario, e questo soprattutto in Italia. La tesi è divisa in tre parti: Questioni di critica, Questioni di mercato, Questioni di genere. Lo scopo principale della tesi è quello di situare la letteratura per l’infanzia e la critica che se ne occupa all’interno del polisistema culturale italiano contemporaneo. Gli strumenti utilizzati sono quelli messi a disposizione dalla teoria della letteratura, all’interno di un contesto nazionale che, invece, si occupa di letteratura per l’infanzia quasi esclusivamente dal punto di vista pedagogico. In Questioni di critica viene presentato, ricostruito e rielaborato il dibattito critico sulla definizione di letteratura per l’infanzia. La letteratura per l’infanzia è quella categoria di libri la cui esistenza dipende da una serie di supposte relazioni con un particolare pubblico, quello dell’infanzia (Lesnik-Oberstein). Questa specificazione è importante perché è proprio a partire dall’idea di infanzia e dall’idea di letteratura che vengono strutturati i dibattiti contemporanei (accademici, critici, politici) sulla letteratura per l’infanzia. In Questioni di mercato viene analizzato il ruolo che alcuni editori hanno avuto nella determinazione di ciò che si intende con letteratura per l’infanzia. L’obiettivo principale di questa seconda parte è quello di delineare le principali caratteristiche del mercato editoriale italiano contemporaneo che si occupa della produzione e della distribuzione di libri per bambini/e e ragazzi/e. È importante sottolineare che, nonostante questa tesi si occupi principalmente di libri, quando si parla di letteratura per l’infanzia non si può non considerare che il libro per bambini/e non è che uno dei prodotti che l’industria culturale produce per l’infanzia e l’adolescenza. Nell’ultima parte, Questioni di genere, le riflessioni dei capitoli precedenti vengono richiamate e ricontestualizzate rispetto al genere. L’analisi si focalizza sia sulle modalità in cui la femminilità normativa si costruisce all’interno del mercato editoriale (le politiche editoriali concorrono a determinare quello stesso pubblico cui si rivolgono), sia sui modi in cui il genere dei personaggi si costruisce – performativamente - all’interno dei libri per bambini/e e ragazzi/e (chi sono i personaggi di questi romanzi? Quanta agency viene loro riconosciuta?).

Letteratura giovanile: questioni di critica, questioni di genere

ZANFABRO, GIULIA
2016-04-29

Abstract

La letteratura per l’infanzia è ambigua e contraddittoria così come lo è la critica che se ne occupa. Ambigua perché la letteratura per l’infanzia mette in relazione due concetti, quello di letteratura e quello di infanzia, e non sempre è chiaro ciò che, di volta in volta, si intende per letteratura, per infanzia e per letteratura per l’infanzia. Contraddittoria perché, nonostante il settore dei libri che si rivolgono all’infanzia sia tra quelli più produttivi all’interno del mercato editoriale, la letteratura per l’infanzia continua a soffrire di una serie di pregiudizi che la identificano come letteratura troppo semplice, mediocre, in ogni caso diversa da quella letteratura che si suppone “per adulti” e che non ha bisogno di specificare il proprio pubblico. Nell’editoria, il vero e proprio spartiacque, ciò che ha cambiato non solo la percezione del libro per bambini/e tra il pubblico, ma anche la consapevolezza degli editori e delle editrici del suo potenziale successo è stato Harry Potter. Ma se il successo di Harry Potter ha cambiato la percezione della letteratura per l’infanzia nel pubblico e nelle case editrici, non altrettanto sembra essere accaduto agli studi letterari che continuano a essere piuttosto scettici nei confronti della letteratura per l’infanzia e del suo statuto letterario, e questo soprattutto in Italia. La tesi è divisa in tre parti: Questioni di critica, Questioni di mercato, Questioni di genere. Lo scopo principale della tesi è quello di situare la letteratura per l’infanzia e la critica che se ne occupa all’interno del polisistema culturale italiano contemporaneo. Gli strumenti utilizzati sono quelli messi a disposizione dalla teoria della letteratura, all’interno di un contesto nazionale che, invece, si occupa di letteratura per l’infanzia quasi esclusivamente dal punto di vista pedagogico. In Questioni di critica viene presentato, ricostruito e rielaborato il dibattito critico sulla definizione di letteratura per l’infanzia. La letteratura per l’infanzia è quella categoria di libri la cui esistenza dipende da una serie di supposte relazioni con un particolare pubblico, quello dell’infanzia (Lesnik-Oberstein). Questa specificazione è importante perché è proprio a partire dall’idea di infanzia e dall’idea di letteratura che vengono strutturati i dibattiti contemporanei (accademici, critici, politici) sulla letteratura per l’infanzia. In Questioni di mercato viene analizzato il ruolo che alcuni editori hanno avuto nella determinazione di ciò che si intende con letteratura per l’infanzia. L’obiettivo principale di questa seconda parte è quello di delineare le principali caratteristiche del mercato editoriale italiano contemporaneo che si occupa della produzione e della distribuzione di libri per bambini/e e ragazzi/e. È importante sottolineare che, nonostante questa tesi si occupi principalmente di libri, quando si parla di letteratura per l’infanzia non si può non considerare che il libro per bambini/e non è che uno dei prodotti che l’industria culturale produce per l’infanzia e l’adolescenza. Nell’ultima parte, Questioni di genere, le riflessioni dei capitoli precedenti vengono richiamate e ricontestualizzate rispetto al genere. L’analisi si focalizza sia sulle modalità in cui la femminilità normativa si costruisce all’interno del mercato editoriale (le politiche editoriali concorrono a determinare quello stesso pubblico cui si rivolgono), sia sui modi in cui il genere dei personaggi si costruisce – performativamente - all’interno dei libri per bambini/e e ragazzi/e (chi sono i personaggi di questi romanzi? Quanta agency viene loro riconosciuta?).
ADAMO, SERGIA
27
2013/2014
Settore L-FIL-LET/10 - Letteratura Italiana
Università degli Studi di Trieste
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Descrizione: tesi di dottorato
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11368/2908043
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