The aim of this doctoral dissertation is to describe the first ten years of Neo-Fascism in Italy, from the resistance movements in Central-Southern Italy during the Allied occupation, to the rise of the Movimento Sociale Italiano (MSI) and the full legitimation accomplished by such political party during the Fifties. The goal of this research is to illustrate the common theme running through the clandestine period, when the main purpose was to create little groups of saboteurs and spies in the Allied occupied Italy, but also to try to keep alive the fascist spirit, to finally achieve the active participation of the neo-fascist party in the Italian political life. This work focused, also, on the fundamental role of the MSI in the demonstrations and riots for Trieste, as well as the first defections and dissident groups. Thanks to the Italian documents, but also to the American and English sources, it is possible to identify the leaders and reconstruct the networks of the neo-fascist groups (i.e. Pignatelli network or Onore group) in the Allied occupied Italy, as well as the fascist political espionage led by the secretary of the Fascist Republican Party, Alessandro Pavolini and Junio Valerio Borghese’s Decima MAS. These organisations became the starting point for many clandestine terrorist groups and parties assembled by former fascists immediately after the end of the war (i.e. various groups such as Squadre d'Azione Mussolini, Partito Fascista Democratico or Fasci d'Azione Rivoluzionaria). And this was the background where the Movimento Sociale Italiano, which was initially only one of these small groups, was founded and grew, until it became not only the main reference point of neo-fascists in Italy, but also an important player in the Italian political scene. This was due to the new moderate, conservative, catholic and pro-American political view, which was launched in the early Fifties by the new secretary, Augusto De Marsanich. However, De Marsanich's policy was not approved by every member of the Party, and especially those who claimed the republican and revolutionary origins of the Movement. Still, the path was marked and despite the great contribution for the survival of the fascist movement, the so-called ''spiritualists'' and ''old lions'' such as Prince Junio Valerio Borghese and General Rodolfo Graziani were expelled or left the Party.

L’obiettivo di questa ricerca di dottorato è quello di approfondire e descrivere i primi dieci anni di neofascismo in Italia, dai movimenti clandestini di ''resistenza'' nell'Italia centro-meridionale occupata dagli Alleati, alla nascita del Movimento Sociale Italiano e la piena legittimazione acquisita dal partito nel corso degli anni cinquanta. Si è cercato di illustrare il filo rosso che collega il periodo clandestino, quando la prima necessità era quella di creare piccoli gruppi di spie e sabotatori nel territorio controllato dagli Alleati e, nel contempo, di provare a mantenere vivo lo spirito fascista, fino a giungere all'attiva partecipazione del partito neofascista nella vita politica italiana. Il lavoro si è concentrato infine sul ruolo fondamentale del partito neofascista nelle dimostrazioni e rivolte per Trieste italiana, ma anche sulle prime defezioni e i primi gruppi dissidenti. Grazie ai documenti provenienti dagli archivi italiani, britannici e statunitensi è possibile ricostruire le vicende dei leader e delle reti dei gruppi neofascisti nell'Italia del centro-Sud (come ad esempio la rete di Valerio Pignatelli di Cerchiara o il gruppo Onore) che si intrecciavano con lo spionaggio politico organizzato dal segretario del Partito fascista repubblicano Alessandro Pavolini e con gli agenti impiegati dalla Decima Mas di Junio Valerio Borghese. Subito dopo la fine della guerra, fu dalle ceneri di queste organizzazioni che nacquero numerosi gruppi e partiti di ispirazione neofascista che si dedicavano non solo al proselitismo e al volantinaggio ma anche ad azioni dimostrative e attentati (le Squadre d'Azione Mussolini, il Partito Fascista Democratico, i Fasci di Azione Rivoluzionaria). In questo contesto nacque e si sviluppò il Movimento Sociale Italiano, inizialmente solo uno dei questi piccoli gruppi e in seguito non solo il più importante punto di riferimento per i neofascisti, ma anche un attore rilevante nella scena politica italiana. Ciò fu possibile grazie alla nuova politica moderata, conservatrice, cattolica e filo americana inaugurata dal nuovo segretario del partito Augusto De Marsanich all’inizio degli anni Cinquanta. La sua strategia non venne approvata da tutti i membri del partito, specialmente da coloro i quali rivendicavano le origini repubblichine e rivoluzionarie del Movimento. Il percorso era tuttavia tracciato, e nonostante il grande contributo per la sopravvivenza del movimento fascista, i cosiddetti “spiritualisti” e i “vecchi leoni” come Borghese e il Generale Rodolfo Graziani vennero espulsi o abbandonarono il partito.

La genesi del neofascismo in Italia. Dal periodo clandestino alle manifestazioni per Trieste italiana, 1943-1953

TONIETTO, NICOLA
2018-03-30

Abstract

L’obiettivo di questa ricerca di dottorato è quello di approfondire e descrivere i primi dieci anni di neofascismo in Italia, dai movimenti clandestini di ''resistenza'' nell'Italia centro-meridionale occupata dagli Alleati, alla nascita del Movimento Sociale Italiano e la piena legittimazione acquisita dal partito nel corso degli anni cinquanta. Si è cercato di illustrare il filo rosso che collega il periodo clandestino, quando la prima necessità era quella di creare piccoli gruppi di spie e sabotatori nel territorio controllato dagli Alleati e, nel contempo, di provare a mantenere vivo lo spirito fascista, fino a giungere all'attiva partecipazione del partito neofascista nella vita politica italiana. Il lavoro si è concentrato infine sul ruolo fondamentale del partito neofascista nelle dimostrazioni e rivolte per Trieste italiana, ma anche sulle prime defezioni e i primi gruppi dissidenti. Grazie ai documenti provenienti dagli archivi italiani, britannici e statunitensi è possibile ricostruire le vicende dei leader e delle reti dei gruppi neofascisti nell'Italia del centro-Sud (come ad esempio la rete di Valerio Pignatelli di Cerchiara o il gruppo Onore) che si intrecciavano con lo spionaggio politico organizzato dal segretario del Partito fascista repubblicano Alessandro Pavolini e con gli agenti impiegati dalla Decima Mas di Junio Valerio Borghese. Subito dopo la fine della guerra, fu dalle ceneri di queste organizzazioni che nacquero numerosi gruppi e partiti di ispirazione neofascista che si dedicavano non solo al proselitismo e al volantinaggio ma anche ad azioni dimostrative e attentati (le Squadre d'Azione Mussolini, il Partito Fascista Democratico, i Fasci di Azione Rivoluzionaria). In questo contesto nacque e si sviluppò il Movimento Sociale Italiano, inizialmente solo uno dei questi piccoli gruppi e in seguito non solo il più importante punto di riferimento per i neofascisti, ma anche un attore rilevante nella scena politica italiana. Ciò fu possibile grazie alla nuova politica moderata, conservatrice, cattolica e filo americana inaugurata dal nuovo segretario del partito Augusto De Marsanich all’inizio degli anni Cinquanta. La sua strategia non venne approvata da tutti i membri del partito, specialmente da coloro i quali rivendicavano le origini repubblichine e rivoluzionarie del Movimento. Il percorso era tuttavia tracciato, e nonostante il grande contributo per la sopravvivenza del movimento fascista, i cosiddetti “spiritualisti” e i “vecchi leoni” come Borghese e il Generale Rodolfo Graziani vennero espulsi o abbandonarono il partito.
GAUDIO, ANGELO
VOLPI, GIANLUCA
30
2016/2017
Settore M-STO/03 - Storia dell'Europa Orientale
Università degli Studi di Trieste
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Descrizione: tesi di dottorato
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11368/2924803
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